Francia: sì all’eolico

Interessante spinta della Francia sull’energia alternativa, che punta all’eolico con la revisione della vecchia legge del 2007 sulla green economy, tuttora in discussione in parlamento. L’attenzione è sul governo Sarkozy, autore di un progetto di sviluppo dell’energia alternativa in ambito eolico: si parla di una dozzina di impianti off-shore che potranno produrre energia pari a 6mila MW, l’obiettivo da raggiungere è fissato al 2020.

Il governo francese è orientato, già da quasi un anno, sulle regioni considerate più favorevoli per l’installazione degli impianti eolici: Bretagna, Loira, Alta Normandia, Aquitania, Provenza e la Costa Azzurra, scrive il Corriere della Sera.

I prefetti di queste regioni interessate sono stati interpellati dall’esecutivo per avviare una vasta consultazione sulle varie problematiche tecniche, ma anche normative, che potrebbero presentarsi nella varie zone.

A termine dei preparativi, entro l’estate, verranno indicati i luoghi più favorevoli all’installazione delle pale.

Una scelta fondamentale che consentirà, almeno oltralpe, una notevole diminuzione dell’inquinamento, evidenziando un approccio concreto della Francia a favore della green economy, e un forte interesse di sviluppo industriale nell’ambito delle energie alternative, cosicché da competere anche a livello internazionale. I verdi sostengono che l’indotto dell’eolico potrebbe creare almeno 50mila posti di lavoro da qui al 2020. Tuttavia certi intoppi sono stati imposti oggi dall’Assemblea nazionale, che in giornata ha votato positivamente il limite di 5 pilastri eolici per impianto, al fine di limitare il danno al paesaggio;  per evitare il deturpamento del territorio con impianti poco produttivi, un articolo di Grenelle 2 ( la legge sull’ambiente in discussione) avrebbe imposto anche a 15 megawatt il minimo di potenza produttiva dei nuovi impianti, ma l’articolo è stato bocciato in giornata perché, peraltro, avrebbe causato l’abbandono di tutti i progetti in corso di potenza inferiore.

Il ministro dell’Ambiente Yves Cochet, in forza ai verdi, ha spiegato a Le Monde che le nuove disposizioni tengono piuttosto a “frenare lo sviluppo dell’eolico in Francia e a favorire i grandi gruppi”, della stessa opinione lo è l’opposizione, che avrebbe voluto un piano per le energie alternative ancor più efficace.

Già l’isola della Corsica è colma di impianti eolici, e intanto che i francesi si rivedono, in Italia si pensa al vecchio nucleare.

Andrea G. Cammarata