La Pupa e il Secchione replica: “Il nostro programma non è vergognoso”

Non si è fatta attendere la risposta della redazione che cura il programma “La Pupa e il Secchione“, il comedy show in onda su Italia Uno che affianca belle e procaci ragazze, caratterizzate da una repulsione intrinseca verso tutto ciò che è cultura e uomini di scienza che hanno trascorso la vita sui libri, con il risultato di essere piuttosto impacciati per quel che riguarda ogni forma di comunicazione interpersonale.

Dapprima la protesta dalle pagine del giornalista e critico televisivo Aldo Grasso, intemperante verso l’ ignoranza palesata dalle svampite pupe, poi una reazione a catena concretizzata in una mailbombing, scritta da alcune associazioni in difesa dei diritti delle donne, che mal digeriscono l’ immagine dell’ universo rosa che traspare dal format di origini americane.

Ecco alcuni stralci della missiva che mette in dubbio i cardini portanti del programma:
“Cara Mediaset, ancora una volta le vostre emittenti hanno trasmesso un messaggio svilente nei confronti dell’ immagine femminile. Ci riferiamo alla trasmissione de ‘La pupa e il secchione’ apparsa su Italia Uno da poche settimane. Poichè questi messaggi stereotipati e lesivi nei confronti della dignità femminile (e maschile) passano sotto la dicitura ‘Reality’, ci sentiamo profondamente offese. Anzi per dir la verità non ci sentiamo nemmeno rappresentate dal modello femminile che le vostre reti da anni ormai promuovono. Questo è molto dannoso e lo abbiamo percepito come una minaccia non solo alla realizzazione di una società basata sulle pari opportunità e il rispetto di genere ma anche come un modo per per scoraggiare le ragazze ad andare a scuola, lavorare o farsi una cultura, puntando sull’ abbassamento dell’ autostima, attraverso il bombardamento di modelli estetici irraggiungibili e la svalutazione del genere femminile e il suo elemento pensante, attraverso l’omologazione dei modelli femminili e la riduzione della donna ad oggetto sessuale decerebrato… e a nostro avviso sono come le bombe lanciate dai regimi talebani sulle scuole femminili per vietare alle donne di affermarsi come individui.
Abbiamo inoltre raccolto le indignazioni degli uomini che si sentono profondamente sviliti dal modello maschile che il programma promuove lo stereotipo negativo che fa dell’uomo studioso un individuo ‘sfigato’”.

Pronta la risposta del caporedattore della trasmissione, Simona Ercolani che replica punto per punto alla protesta di massa.

“La protesta scatenata da un gruppo di blogger e di associazioni contro “La pupa e il secchione” è per me una buona notizia: la televisione normalmente ci scivola addosso senza provocare nessuna reazione” – commenta la Ercolani, che difende a spada tratta il comedy show e sottolinea come non sussistano affatto i motivi di una così vistosa mobilitazione.

“Si tratta però di una protesta che si basa su fragili premesse. È vero che “pupa”e “secchione” sono due stereotipi: ma gli stereotipi, da che esiste l’arte della commedia, non “sviliscono” e non “appiattiscono” ma, al contrario, ci consentono di lanciare uno sguardo all’essenziale, mettendolo letteralmente a nudo. Il nostro programma non è “vergognoso” – non più di quanto lo siano le commedie di Plauto o i film di Alberto Sordi – perché non giudica e non “incita”, ma, semmai, mette in guardia. Le nostre “pupe” sono mostrate in tutta la loro palese insufficienza: tant’ è che l’ intera dinamica dello show ruota sulla necessità, per le pupe, di leggere, studiare e informarsi. Nella nostra televisione, invece, alle donne non viene richiesto mai altro oltre ad un corpo da esibire”.

Poi minimizza, enfatizzando il ruolo di puro intrattenimento che “La Pupa e il Secchione” si propone di ricoprire:

“Mi stupisce infine che i contestatori, e soprattutto le contestatrici, non abbiano colto un aspetto fondamentale del programma: siamo i soli a denudare i maschi, a mostrarne i corpi non proprio entusiasmanti, a ridicolizzare il modello imperante secondo il quale al maschio è concesso di essere brutto purché intelligente. Ma, soprattutto, non bisogna dimenticare mai che “La pupa e il secchione” è uno show: ci divertiamo a farlo, e lo facciamo soltanto per divertire il pubblico”.

Gionata Cerchiara