Prezzi benzina: l’Italia sale al settimo posto

L’Italia avanza nella classifica dei prezzi dei carburanti e abbandona la decisima posizione per salire al settimo posto. La benzina verde, col suo 1,405 al litro, risulta tra le più care del continente e nettamente sopra la media Ue dell’1,289 euro. I prezzi più alti spettano a Olanda, Danimarca, Svezia, Belgio, Germania e Grecia con gli olandesi che al momento di far rifornimento spendono 1,531 euro al litro.

Questi sono i dati dell’Osservatorio settimanale di Figisc, la Federazione italiana dei gestori e distributori di carburanti, e Confcommercio basati sulle rivelazioni effettuate dal ministero dello Sviluppo Economico il 3 maggio.

Anche il rifornimento di gasolio sembra essere poco conveniente per gli automobilisti italiani. La media europea si attesta sull’1,153 al litro e mentre il Regno Unito risulta il paese più caro (1,413 euro al litro) l’Italia si piazza al sesto posto: da noi un litro di gasolio si trova a 1,248 euro.

L’osservatorio della Figisc si è dedicato anche allo studio dell’esistenza o meno della cosiddetta “doppia velocità“, ovvero quel meccanismo che vede salire il prezzo dei carburanti quando aumentano le quotazioni del greggio e non mantenere lo stesso rapporto nelle fasi in cui il petrolio subisce delle flessioni.  L’Osservatorio ha comunque rivelato l’esistenza di una non “doppia” ma “diversa velocità” che vedrebbe l’indice Platt’s, relativo al prezzo delle materie prime, riflettersi direttamente alla pompa con un ritardo di due, tre giorni. La “diversa velocità” spiegherebbe, secondo la Figisc, l’andamento riscontrato nell’ultima settimana quando il prezzo della benzina è aumentato o,oo8 euro al litro, ma meno di quanto presupponeva l’indice Platt’s (+0,017euro).

Stefano Valigi