Si attende il dopo Scajola

La prossima settimana si saprà la decisione di Silvio Berlusconi riguardo al successore Claudio Scajola. La possibile ipotesi è per il nome di Paolo Romani, attuale viceministro  dello Sviluppo con delega alle comunicazioni, persona gradita anche a via XX settembre in vista della sua non contrapposizione sulla gestione della politica economica.

Scelta condivisa anche dal coordinatore del Popolo della Libertà Ignazio La Russa, che appoggia Romani anche se tiene a riferire che ci sarebbero sei o sette altri nomi possibili. Si vocifera l’ipotesi anche di un tecnico: l’ex ministro del Tesoro Domenico Siniscalco. Ma l’ipotesi pare ormai tramontata, mentre restano in pista sia Giampiero Cantoni che il senatore-imprenditore Francesco Casoli, oltre a Mario Valducci e Maurizio Lupi.
La Lega chiede la poltrona di vice ministro che si dovrà occupare delle deleghe del ministero, come quelle sull’industria e sul nucleare. Il problema non sembra tanto essere quello delle comunicazioni (settore per il quale Romani, se promosso ministro, potrebbe mantenere la delega) quanto il dossier nucleare sul quale Scajola aveva concentrato le sue attenzioni nonostante la freddezza di Tremonti e della Lega. Ecco perché le attenzioni del Senatur a questo punto si sono concentrate sulla poltrona del vice più che su quella del nuovo ministro.

Bossi esclude però di aver proposto qualche nome a Berlusconi: “Non ho ancora sentito qualcuno che voglia prendere il posto di Scajola. Noi non ne facciamo una questione di posti: sono fiducioso che tutto andrà per il meglio”.

Intanto il ministro delle Politiche Agricole, Galan, ha ribadito di non avere alcuna intenzione di lasciare il suo ministero per andare allo Sviluppo.

Diana de Angelis