Anemone è fuori: ho sempre lavorato onestamente

Prime dichiarazioni dell’imprenditore Diego Anemone dopo la “sconvolgente” uscita dal carcere avvenuta oggi. In tenuta più casual del solito, il grande accusato ha subito voluto far sapere di essere una sorta di vittima di errore giudiziario ( non ancora avvenuto).

“Ho sempre lavorato onestamente – ha detto – con tenacia, senza risparmiarmi e nel massimo rispetto di tutti i miei collaboratori”. Contestualmente ha ribadito di essere innocente e che farà di tutto perfar emergere la verità rispetto le vicende delle quali mi si accusa ingiustamente e le carte processuali lo dimostreranno”.

Dichiarazioni che lasciano un po’ perplessi vista la mole di accuse che è  letteralmente stata  scatenata contro di lui, ma se vale la regola ogni individuo ” è innocente fino a prova contraria”, bisognerà aspettare la conclusione dell’iter processuale per poter esprimere giudizi concreti in merito.

Anemone poi spiega come è avvenuta la sua scarcerazione, che descrive in modo decisamente insolito : “Ad un orario imprevisto sono tornato in libero. L’aria libera dopo alcune ore di procedure, notifica di atti processuali e dichiarazioni da rendere mi ha sconvolto e reso come un automa. Poi la realtà, gli affetti più cari e le notizie“.

Le frasi seguenti sono rivolte alla stampa; l’imprenditore dei grandi appalti dice di essere stato “infamato e diffamato” da essa e ringrazia che gli ha consigliato di non leggere i giornali. Prosegue poi “spiegando” che la cronaca va fatta sulla base di atti processuali e non su costruzioni giornalistiche.

E’ un uomo che, a prescindere da tutto, è sicuro del fatto suo; proclama e sbandiera ai quattro venti  la sua assoluta innocenza dopo tre mesi di carcere e dopo che su di lui si è detto di tutto e di più. Vuole ristabilire la dignità che il nome della sua famiglia ha sempre avuto , attraverso ” il corretto operato della magistratura“, spiega che i lavori del G8 sono andati in quel modo a causa del suo spostamento per avvenimenti che non potevano essere previsti da nessuno ( il terremoto d’Abruzzo) e conclude parlando della ricostruzione del circolo sportivo, che sarebbe avvenuta sostenendone tutti i costi e “nel rispetto della procedura”.

Nessun riferimento invece è stato fatto a riguardo degli incroci dell’inchiesta con le vicende di Guido Bertolaso per quanto riguarda l’attribuzione degli appalti  per il G8 e con quelle di Claudio Scajola, ministro dimissionario travolto dall’affare “casa con vista Colosseo”; si proprio un affare se la verità risultasse quella che sembra essere in questi giorni, dato che Scajola avrebbe pagato la casa meno della metà del suo valore reale.

Anemone dal carcere aveva negato un suo coinvolgimento nella faccenda e ora che è fuori non ha minimamente accennato a nulla che potesse riguardare l’argomento. Si è limitato, se così si può dire, a proclamarsi del tutto innocente e fiducioso del fatto che la magistratura riuscirà a dimostrare la sua estraneità alle accuse attribuitegli in questi mesi.

A.S.