Appalti G8: Diego Anemone torna libero

E’ stato scarcerato in queste ore l’imprenditore Diego Anemone, figura chiave della maxi-inchiesta che riguarda gli appalti per i lavori del G8 a l’Aquila e alla Maddalena prima. La scarcerazione è avvenuta per decadenza dei termini di custodia cautelare; il grande accusato si è “sistemato” in una località che le autorità hanno voluto mantenere segreta. Il Gip di Perugia ha dato il benestare alla sua scarcerazione.

Oltre a lui,  verrà rimesso in libertà, per analoga ragione, Mauro Della Giovampaola, funzionario pubblico coinvolto nella stessa inchiesta e detenuto nel carcere di Terni.  In prigione rimangono invece Angelo Balducci e Fabio De Santis. A loro carico infatti vi sono anche le accuse per i lavori alla scuola Marescialli di Firenze, inchiesta condotta dai pm fiorentini. Il processo  a riguardo si svolgerà con rito immediato.

Diego Anemone era detenuto nel carcere di Rieti dallo scorso 10 Febbraio. Le accuse ai suoi danni sono diverse; tra queste anche quella di aver avuto contatti col capo della protezione civile Guido Bertolaso, indagato anch’esso, alla ricerca di favori per quanto riguarda appunto l’attribuzione di lavori finanziati con soldi pubblici. A sua volta Bertolaso è indagato perchè sospettato di aver concesso questi favori, anche se, in una recentissima conferenza stampa quest’ultimo ha negato ogni addebito, spiegando ai giornalisti come in realtà si sarebbero svolti i fatti. Bertolaso ha spiegato anche l’operazione da lui effettuata per contenere i costi dei lavori alla Maddalena, saliti quasi al doppio degli iniziali 300 milioni di euro previsti sotto la gestione Anemone, che venne infatti esonerato.

Un’altro filone dell’inchiesta in cui l’imprenditore è rimasto coinvolto è quello della “casa con vista colosseo” a Roma. Anemone avrebbe pagato una parte ( più della metà) dell’appartamento in questione a Claudio Scajola  Ministro dimissionario, che ha lasciato l’incarico proprio in seguito alle accuse che lo hanno raggiunto. Accuse che  per ora sono state lanciate esclusivamente attraverso la stampa; Scajola ad oggi non è stato raggiunto da alcun avviso di garanzia, ma dovrà essere sentito a breve  dai magistrati che stanno conducendo l’inchiesta come “persona informata sui fatti”. A riguardo, Diego Anemone ha negato di aver fornito denaro per l’acquisto dell’appartamento nel mirino degli inquirenti, ma il sospetto, analogo a quello ricaduto su Bertolaso è quello di uno scambio di favori tra il l’imprenditore e l’ex-ministro, vista la posizione ricoperta da entrambi all’epoca.

Claudio Scajola infatti, nel 2004 ricopriva ancora la carica di Ministro per l’attuazione del programma, sotto il  governo Berlusconi, durante la legislatura 2001-2006. A dimostrare l’avvenuta transazione di denaro esisterebbero però alcuni testimoni e l’accertamento di un ottantina di assegni circolari, per un valore complessivo di 900 mila euro, depositati ( in nero ) sul conto delle sorelle Papa, le ex-proprietarie della casa acquistata da Scajola.

A.S.