David di Donatello: ecco tutti i premi

Gli oscar italiani, i David di Donatello, sono stati consegnati. Fra i vari premi assegnati non poteva mancare un riconoscimento al genio indiscusso di Quentin Tarantino. La sua ultima pellicola, Bastardi Senza Gloria, ha vinto il meritatissimo premio di miglior film straniero. Non resta che dedicare una recensione a questo straordinario lungometraggio.

Campagna francese, 1941. Il colonnello tedesco Hans Landa (un eccezionale Christoph Waltz) fiuta  nell’aria l’acre odore d’ebrei. Eccoli, nascosti come scarafaggi sotto il pavimento di una casetta contadina. Il suo intuito predatorio percepisce l’eccitante realtà: è un massacro. Una pioggia di piombo trascina lo spettatore al cospetto del Cacciatore d’ebrei, disinfestatore infallibile di scarafaggi. La bionda Shosanna, unica superstite, fugge a Parigi per nutrire la Dea vendetta; la stessa che il tenente Aldo Raine (Brad Pitt) inietta nelle menti dei suoi Bastardi, addestrati per uccidere nazisti, spietati nel prelevare lo scalpo ai cadaveri nemici.

In un cinematografo si consuma il delizioso pasto finale: banchetto prelibato, fragoroso incontro di fiamme e proiettili, dove la Storia si contorce in un montaggio sopraffino. Estasi visiva. Scordatevi l’avanzata dell’Armata Rossa e scordatevi pure l’olocausto. Ggli ebrei di Tarantino sono Bastardi, altro che nude carni da macello. Di sovietici neanche l’ombra: a fottere il Terzo Reich contribuisce la mente contorta del colonnello Hans in un delirio di onnipotenza sfociante nell’ingenuità finale. Le eroine femminili di Kill Bill, gli evidenti richiami a Sergio Leone, gli intrecci magici de Le Iene, il sangue ironico di Pulp Fiction, l’umorismo lacerante che solletica lo stomaco dello spettatore: questo è Bastardi Senza Gloria, l’apice del genio di Tarantino.

Di seguito, le statuette consegnate durante la cerimonia di premiazione.

Miglior Film: L’uomo che verrà di Giorgio Diritti
Miglior Regista: Marco Bellocchio per Vincere
Miglior Regista Esordiente: Valerio Mieli per Dieci inverni
Miglior Sceneggiatura: Francesco Bruni, Francesco Piccolo, Paolo Virzì, Giorgio Diritti, Giovanni Gavalotti per La prima cosa bella
Miglior Produttore: RAI Cinema per L’uomo che verrà
Miglior Attrice Protagonista: Micaela Ramazzotti per La prima cosa bella
Miglior Attore Protagonista: Valerio Mastandrea per La prima cosa bella
Miglior Attrice non Protagonista: Ennio Fantastichini per Mine vaganti
Miglior Attore non Protagonista: Ilaria Occhini per Mine vaganti
Miglior Direttore della Fotografia: Daniele Ciprì per Vincere
Miglior Musicista: Ennio Morricone per Baarìa
Miglior Canzone Originale: Baciami ancora di Jovanotti per Baciami ancora
Miglior Scenografo: Marco Dentici per Vincere
Miglior Costumista: Sergio Ballo per Vincere
Miglior Truccatore: Franco Corridoni per Vincere
Miglior Acconciatore: Alberta Giuliani per Vincere
Miglior Montatore: Francesca Calvelli per Vincere
Miglior Fonico di Presa Diretta: Carlo Missidenti per L’uomo che verrà
Migliori Effetti Speciali Visivi: Paola Trisoglio e Stefano Marinoni di Visualogie per Vincere
Miglior Film dell’Unione Europea: Il concerto di Radu Mihaileanu
Miglior Film Straniero: Bastardi senza gloria di Quentin Tarantino
Miglior documentario lungometraggio: La bocca del lupo di Pietro Marcello
Miglior cortometraggio: Passing Time di Laura Bispuri
David Giovani: Baarìa di Giuseppe Tornatore
David Speciali assegnati: Tonino Guerra, Lina Wertmüller, Bud Spencer e Terence Hill

Di Marcello Accanto