F1, Schumi sorride ma ammette: “C’è ancora molto da lavorare”

Ha fatto parlare il mondo intero sulla sua crisi di risultati nei primi quattro Gran Premi, ora che la competitività pare essere ritrovata se ne parlerà molto di più. Il tormentone Schumacher non conosce limite e confine. Gli occhi sono comunque puntati su di lui. Tutti a chiedere e a cercare spiegazione, lui che sorride è incanta la folla con le solite parole: “Dobbiamo migliorare, dobbiamo lavorare“. Però ieri tutto questo era detto con un sorriso ben più sincero rispetto al passato.

Il quarto posto di ieri in fondo ha tolto un gran peso al 7 volte campione del mondo. L’incubo di aver semplicemente perso velocità e piede destro, la convinzione di aver completamente sbagliato con la storia del ritorno, una delusione mista a rassegnazione. Invece no, Schumi ora sà che se la macchina fosse tra le migliori potrebbe lottare per la vittoria come nei bei tempi: “Sono soddisfatto, ma non contento. Il distacco è stato troppo pesante. All’inizio del campionato ho avuto un po’ di problemi. Qui sono stato abbastanza fortunato. Però ho dato il cento per cento, senza commettere errori. E questo è importante. Non è stato facile, perché avevo sempre qualcuno alle spalle. In realtà avrei anche potuto allungare un po’ per evitare il fastidio, ma non volevo prendere rischi

Sorriso dunque, ma con una punta di amarezza: “Il quarto posto va bene, però non basta. Non è questo il mio obiettivo. La squadra deve ancora lavorare molto. La Red Bull è un fulmine, altri rivali sono comunque veloci. Noi abbiamo migliorato, però non siamo da vertice. In 66 giri mi sono preso più di un minuto di distacco“.  Un differenza pesante, che chiede una immediato cambiamento: “Credo che torneremo alla versione delle vettura più corta, perché a Monaco bisogna essere agili. Ma, soprattutto, lo ripeto, dobbiamo impegnarci molto per crescere, in tutti i settori. Abbiamo visto come l’aerodinamica, in un circuito tecnico come quello di Montmelò sia determinante“.

Rosberg invece deve fare i conti con il suo peggior appuntamento dalla fine della stagione. Inutile negarlo, la Mercedes ha fatto la vettura su misura di Schumacher, e lui è stato la vittima sacrificale: “La squadra pensava di aver fatto una buona cosa allungando il passo, ma è andata bene a metà: io mi sono trovato malissimo anche in qualifica ed è questo il motivo del mio pessimo risultato. Inoltre ho avuto un problema con Kubica appena dopo il via e sono finito fuori pista.” Tutto da scordare, sperando in giorni migliori.

Che il “kaiserMichael sia tornato è ancora presto per dirlo, ma già questa domenica sapremo se la tendenza si è invertita oppure la Spagna è stata semplicemente un piccolo acuto di una stagione da dimenticare.

Riccardo Cangini