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Emilio Fede risponde alle critiche: “Saviano? Io vivo blindato dall’81?

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Non passa molto, le ventiquattr’ore tra un’edizione e l’altra, che Fede torna sull’accaduto: le affermazioni rivolte solo domenica all’indirizzo di Roberto Saviano. “Non se ne può più, non faccia l’eroe”, eccetera. Attende la fine, o più o meno, dell’edizione di lunedì pomeriggio. Come fosse un agguato, cova in testa e nei gesti l’attimo nel quale replicherà alle critiche piovutegli da parte politica e utenti di intenet, organizzatisi attraverso un mail bombing alla redazione del Tg4.

Fede, però, glissa sul popolo della rete. E si scaglia contro Italia dei Valori, più tardi. Questo un riassunto del suo intervento. “Saviano vive blindato? Anch’io vivo blindato dal 1981 neanch’io ho vita privata. Lui è semplicemente un uomo che fa il suo dovere, e quindi? Viaggia blindato? Pazienza. Io vivo sotto scorta da decenni, ho ricevuto dio solo sa quante minacce. So che è un Joe Marrazzo, che è già morto, che scriva o che non scriva a me non interessa, non lo leggo e probabilmente tutti quei soldi che guadagna li darà in beneficenza, non lo so. So che prima di aprire bocca dovreste guardare a chi parlate. Proprio io che mi sono sempre schierato contro la camorra, per tutta la vita. Vabe – conclude – parliamo di cose serie”.

L’intervento resta un punto di domanda: delusi quanti credevano a delle scuse pubbliche nei confronti dell’autore di Gomorra. Anzi. Dose rincarata, con la tara di quel riferimento alla propria vita “da blindato”. Discutibile: pare infatti che la scorta gli sia stata affidata – secondo un articolo dell’archivio del Corriere della Sera – soltanto nel ’94, a seguito di alcune minacce di morte. Che il regime di sicurezza risulti poi sia oggetto di controversia è dato dal fatto che il direttore del tg Mediaset, noto per la passione per la vita mondana, sia da sempre affezionato frequentatore della movida estiva della Sardegna.

Vincenzo Marino

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