La reazione della Merkel alla sconfitta elettorale

Oltre un secolo da Lenin scrisse Che fare?.

Pur non essendo una “fan” di Lenin, la stessa domanda se la sta ponendo Angela Merkel dopo la sconfitta registrata nelle recenti elezioni del land Nord Reno-Westfalia.

La domanda si fa ancora più pressante perché, oltre ad aver perso la guida del land, il contraccolpo si è sentito anche sul Bundesrat, dove “pesano” i governi regionali.

È vero che si tornerà alle urne solo nella prossima primavera, ma la coalizione nero-gialla al governo in Germania (formata da Cdu-Csu e Fdp) farà presto i conti con la perdita della maggioranza nel Bundesrat e con le critiche subito piovute da opposizione e mass media.

La cancelliera ha definito “amara” la pagina politica che si è delineata ieri, mentre il liberale Guido Westerwelle ha aggiunto che la sconfitta locale non può essere disgiunta dal lavoro del governo in carica, incitando a un miglior gioco di squadra.

In entrambi i casi, i due principali esponenti politici dei partiti al governo non hanno negato la sconfitta con uno spirito ben diverso da quello “italico”.

Qui infatti gli sconfitti si sarebbero forse rallegrati delle difficoltà dei vincitori ad amministrare la regione conquistata. Nel Nord Reno-Westfalia infatti Spd e Verdi non avrebbero la maggioranza.

Un’altra “strana” reazione, almeno dall’Italia, è non vedere rimpasti in vista nel governo, magari cercando di “eliminare” qualche volto impopolare e inserire qualche faccia nuova ad effetto.

Inoltre la sconfitta non ha convinto la Merkel ad accettare la proposta dei liberali sul taglio delle tasse. Un provvedimento che sarebbe popolare ad ogni latitudine, ma che non rientra nell’agenda politica della cancelliera per i prossimi due anni.

La crisi europea ha spinto la Merkel a evitare promesse controproducenti quando c’è in gioco il destino dell’euro. Le prossime priorità saranno invece il consolidamento del bilancio tedesco e la definizione di regole precise in ambito finanziario.

Naturalmente al centro dell’attenzione resta il ruolo della Germania nella crisi greca e, più in generale, sulla questione euro.

I socialdemocratici criticano la cancelliera, accusata di non aver chiarito la posizione tedesca su questi temi per evitare un ulteriore perdita di consenso.

Nonostante il fatto che gli aiuti ad Atene siano mal visti da molti tedeschi e abbiano suscitato i rilievi dell’opposizione, il duo Merkel-Schauble ha partecipato al piano di salvataggio.

Perché, come ha dichiarato la pragmatica cancelliera, in gioco non c’è solo la Grecia (che è stata messa di fronte alle sue responsabilità), ma tutta l’Europa. E se cade l’euro, la Germania ne risentirà.

 È il duro “metodo Merkel”, forse alcuni elettori non lo hanno apprezzato.

L. Denaro