Tabaccai, le richieste della Fit: “Rifinanziare fondo sicurezza e via studi settore”

Rifinanziare gli incentivi per la sicurezza dei tabaccai, meno accise e escludere la categoria dall’applicazione degli studi di settore. Queste le richieste che la Federazione italiana dei tabaccai ha avanzato al ministro dell’Economia, Giulio Tremonti.

Il presidente della Fit, Giovanni Risso, durante la sua relazione all’assemblea annuale si è, dunque, rivolto a Tremonti chiedendo “di valutare il rifinanziamento del fondo per la sicurezza destinato ai tabaccai che scade nel 2010. Circa il 95% di quanto incassiamo e che purtroppo a volte abbiamo difeso pagando con la vita, – ha osservato – è di competenza dell’Erario e all’Erario, pertanto, chiediamo un contributo per la nostra messa in sicurezza”.

La Fit ha voluto evidenziare, inoltre, come l’applicazione delle norme sull’antiriciclaggio ai giochi di ricevitoria affossi il gioco senza, peraltro, portare effettivi benefici alle giuste azioni di contrasto. “Abbiamo atteso risposte che non sono mai arrivate – ha proseguito Risso – ma forse il loro destino non era di viaggiare su carta. Qualcosa si muove e sembra su iniziativa governativa”.

Nel corso dell’assemblea annuale è stato anche chiesto di escludere definitivamente la categoria dall’applicazione degli studi di settore, nel caso in cui le attività tipiche della tabaccheria risultino prevalenti rispetto alle altre attività esercitate e, comunque, il volume di queste ultime non ecceda il 20% dei ricavi. “Le attività marginali di vendita di merci varie, quali caramelle o cartoleria, – ha spiegato Risso – per noi pesano così poco che i volumi di ricavi generati non giustificano uno studio di settore specifico”. Secondo i dati conseguenti a recenti elaborazioni, infatti, nella maggior parte delle tabaccherie censite dall’Agenzia delle Entrate, l’incidenza media dei ricavi da attività marginali non arriva al 7% dei totali. Secondo la federazione un volume inferiore al 10% del reddito medio non giustifica, quindi, il dispendio di risorse ed energie dell’Amministrazione Finanziaria.

Mettendo l’accento sulla funzione ‘essenziale’ svolta dai tabaccai per lo Stato, la Fit ha chiesto, infine, “che tra i requisiti soggettivi per l’accesso alla professione di tabaccaio sia prevista una formazione obbligatoria”.

LA RISPOSTA DI GIORGETTI. “E’ un ragionamento che va fatto nell’ambito della riforma fiscale più completa, compatibilmente con le risorse a disposizione”. Così il sottosegretario all’Economia, Alberto Giorgetti, ha replicato alle richieste della Federazione italiana dei tabaccai. A parere dello stesso Giorgetti, trattasi di “richieste che hanno una ragionevolezza di fondo. Stiamo facendo una valutazione sulle norme – ha riferito – anche nella prospettiva di far crescere la rete gioco dei tabaccai che dà più di 20 miliardi di gettito”.

Mauro Sedda