Tyranny Book, il social network dei diritti umani

ULTIMO AGGIORNAMENTO 14:56

Il social network, ormai una collaudata arma a doppio taglio in grado di creare reti di collegamento uniche nel loro genere ma anche portatrice di tanta ignoranza e superficialità, raggiunge finilmante l’apice della sua “utilità” irrompendo nel mondo del sociale. Non stiamo parlando Facebook o di Twitter bensì di una nuova rete sociale ideata da Amnesty International: si chiama Tyranny Book, è il social network dei diritti umani, nato con lo scopo di vigilare e monitorare sui crimini contro l’umanità compiuti dai dittatori di tutto il mondo.

Ormai il mondo dell’online è sotto lo stretto controllo dei regimi di censura che prosperano sull’ignoranza: Tyranny Book nasce proprio con l’intento di dare voce a chi purtroppo non ne ha, a chi ogni giorno si vede negare il sacrosanto diritto alla libera espressione.

Questo nuovo social network si ispira al suo illustrissimo collega Facebook non solo per il nome. Sarà molto simile anche la visualizzazione delle pagine, la schermata iniziale e la maggior parte delle operazioni, dai commenti al “mi piace”. Al posto dei soliti “amici” nascerà la figura degli “alleati” e per chiunque volesse protestare contro il regime a Cuba o altre dittature, sarà possibile effettuare la registrazione, accedere alla propria bacheca e seguire gli update sulle ultime violazioni dei diritti umani. Il funzionamento è perciò identico ad un classico sito di social networking; si potrà inoltre condividere un “violazione” anche sul proprio profilo di Facebook o Twitter.

Per il momento sono già stati schedati il sudanese Omar Al-Bashir, il birmano Than Shwe, il cinese Hu Jintau, l’iraniano Ahmadinejad, il congolese Lubanga Dyilo, il serbo Karadzic, il bielorusso Lukashenko, il ceceno Kadyrov, Robert Mugabe dello Zimbawe e Kim Jong II della Corea del Nord, ma Amnesty ha già annunciato che saranno aggiunte (purtroppo) nuove voci.

“L‘associazione si è sempre posta nei confronti dei suoi iscritti o dei simpatizzanti in maniera molto aperta, mostrando di credere nell’importanza e nel ruolo attivo dei cittadini di tutto il mondo per la difesa dei diritti umani; con questo progetto Amnesty vuole quindi mettere al centro gli utenti e invitarli a “sorvegliare” quei leader politici che stanno dimostrando di non rispettare i diritti della popolazione” è il commento dell’equipe portoghese di Amnesty International che ha partorito il progetto, per ora disponibile solo in lingua inglese, ma che presto vedremo tradotto in diverse altre lingue.

di Roberto D’Amico

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