Alloggi Ater in via Matteotti a Viterbo, presto il bando

ULTIMO AGGIORNAMENTO 14:04

Sarà pronto tra qualche giorno il bando per l’assegnazione degli alloggi Ater in via Matteotti, a Viterbo: si tratta di appartamenti che, seguendo le norme regionali, sono passati da edilizia sovvenzionata ad edilizia agevolata e convenzionale, con una canone inferiore a quello di mercato. “Si vuol rispondere al bisogno abitativo di quello che una volta era il ceto medio – dice il vicepresidente dell’Ater Nazzareno Liberati che è stato duramente colpito dalla crisi economica.

La decisione di agire in questo modo per via Matteotti fu presa all’unanimità dal consiglio d’amministrazione, su proposta del presidente Enrico Panunzi, lo scorso novembre.

 Di più: quella delibera fu adottata in seguito a colloqui informali del presidente con il sindaco di Viterbo Giulio Marini, che si dichiarò favorevole all’iniziativa.

Per cui stupisce il clamore di questi giorni”.

Il riferimento è ai limiti di reddito fissati per l’assegnazione: i limiti massimi sono stabiliti per legge (41mila euro annui per i lavoratori autonomi, 68mila euro annui per dipendenti e pensionati), mentre i limiti minimi sono di 11mila euro annui per i pensionati (pari ad una doppia pensione minima annua), 12mila euro annui per i lavoratori autonomi e 20mila euro annui per i dipendenti.

Continua Liberati: “C’è chi ha parlato di case per ricchi, mi sembra veramente fuori luogo.

Chi guadagna 1.000 euro al mese si può definire ricco?

Se paga d’affitto 300 euro mensili anziché 700 riceve un aiuto: l’Ater, vorrei ricordarlo, ha proprio questo compito, quello di rispondere al bisogno abitativo”.

Va precisato che ai fini dell’assegnazione dell’alloggio vanno ricompresi tutti i redditi percepiti dal nucleo familiare e “non mi pare che, per fare un esempio – spiega ancora Liberati – una famiglia di quattro persone con un reddito annuo di 20mila euro si possa definire ricca”.

I limiti di reddito sono stati rivisti al ribasso durante l’ultimo consiglio di amministrazione perché, aggiunge Liberati, “l’Ater è un’azienda che deve fare i conti con il mercato.

Ci siamo resi conto che, forse per una scarsa informazione da parte nostra, le richieste erano inferiori agli appartamenti e quindi ci siamo adeguati.

Ma la sostanza non cambia, si tratta sempre di edilizia pubblica destinata a determinate categorie, individuate dalla legge, che ne hanno bisogno”.

 Con l’edilizia agevolata e sovvenzionata, infatti, i mutui sono accesi e garantiti dall’Ater e i canoni degli inquilini servono a coprire in parte il mutuo stesso.

L’operazione, così come concepita, ha ricevuto anche il plauso e il sostegno dell’allora assessore regionale alla Casa, Mario Di Carlo.

Con l’operazione di via Matteotti – si tratta di 30 alloggi che variano da 46,32 a 76, 46 metri quadrati e 8 appartamenti (4 per categoria) sono destinati agli anziani e alle giovani coppie – si recupera un immobile di alto pregio che andrà a riqualificare una delle zone più belle del capoluogo.

Wanda Cherubini

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