12 maggio: Giornata Mondiale della Sindrome da Stanchezza Cronica

Si celebra oggi la Giornata mondiale di sensibilizzazione per la Sindrome da Stanchezza Cronica (Cfs), una patologia particolarmente grave che impedisce fisicamente di continuare a lavorare o studiare.

In Italia sono in 300 mila le persone colpite da questa sindrome, il cui principale sintomo è la spossatezza mentale e fisica, che si presenta anche dopo uno sforzo fisico minimo, che si trasforma in fatica cronica e persiste per almeno 6 mesi, senza essere alleviata dal riposo.

Inoltre possono insorgere altri sintomi persistenti quali, disturbi della memoria e della concentrazione, faringite, dolori muscolari e delle articolazioni, cefalea, debolezza, di questi sintomi devono esserne presenti almeno quattro contemporaneamente per parlare di Cfs.

La causa o le cause certe della sindrome sono ancora poco chiare e gli studi si orientano in ambito infettivologico, immunologico, neurologico e tossicologico, al momento non esiste neppure una cura definitiva, nonostante la certezza di una correlazione tra Sindrome e anomalie dei geni dei pazienti, come conferma uno studio pubblicato sul Journal of Clinical Patology.

I malati di questa sindrome non sono per nulla tutelati dalle istituzioni pubbliche e dalla società, ancora oggi in Italia essa non è stata dichiarata ufficialmente patologia grave, cronica e invalidante, dunque è priva di un riconoscimento di invalidità civile o malattia rara, perciò non inserita negli elenchi delle patologie che danno diritto ad esenzioni di ticket riguardanti accertamenti clinici, ricerche o trattamenti terapeutici.

Per questo motivo la Giornata mondiale malati di Cfs si celebra ogni anno, per sensibilizzare l’opinione pubblica e le autorità competenti circa questa malattia, seria e multifattoriale, che pregiudica in maniera severa la vita di coloro che ne sono affetti e che solo nel 2009 è stata classificata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.

Giulia Di Trinca