Curiosità: il 43% degli italiani prenota vacanze su internet

Il 43% degli italiani prenota le proprie vacanze su internet, il 22% si affida alle agenzie di viaggio ed il 17% usa il telefono. Il risultato è ben diverso rispetto a quello relativo all’Inghilterra, dove, il 65% dei consumatori dichiara di prenotare le proprie vacanze sul web. Il tutto è scaturito da una ricerca portata avanti da Astoi (Associazione dei Tour Operator Italiani) e da Demoskopea, società di ricerche di mercato. I dati dell’indagine, che analizza come gli italiani acquistano le proprie vacanze, verificando l’utilizzo di strumenti web, sono stati illustrati oggi a Roma nel corso della 13esima assemblea Astoi.

Lo studio, riferisce una nota, si è basato su un panel di 1.252 consumatori italiani e 505 consumatori inglesi, con una media di età di circa 40 anni, equamente suddiviso tra uomini e donne. Sempre secondo la ricerca, l’attività prevalente che viene svolta in rete è l’info-commerce, ovvero informarsi (online) prima di acquistare (online e offline).

Dalla stessa indagine è emerso che il consumatore si aggiorna in rete e con un’elevata frequenza (16 volte al mese) raccoglie informazioni sulle novità offerte dalle aziende (95% degli intervistati); ogni tre giorni circa, invece, cerca (90%) e confronta (89%) i prezzi indipendentemente dal luogo, virtuale o fisico, di acquisto. Per avere informazioni ci si affida maggiormente al sito ufficiale dell’azienda e, in seconda battuta, ai siti specializzati di settore ed ai blog/forum.

Il web è, dunque, visto come una piazza virtuale dove raccogliere informazioni per gli acquisti intelligenti e instaurare una relazione con l’azienda in maniera diretta o accedendo a sezioni riservate sul sito aziendale (92% degli intervistati è iscritto) o richiedendo comunicazioni, possibilmente mirate e personalizzate.

L’indagine conclude definendo il comportamento su internet dei navigatori italiani e inglesi fondamentalmente analogo, anche se è più frequente l’acquisto di pacchetti vacanza da parte degli inglesi.

Mauro Sedda