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Genova: trucida due guardie zoofile, poi si uccide

Una vicenda assurda quanto misteriosa. Per i magistrati sarà veramente complesso dare un senso compiuto alla tragedia compiutasi oggi nel genovese. Renzo Castagnola, cacciatore 65 enne e titolare di un canile, nel mirino delle guardie zoofile da più di un anno, stamattina ( 12/05 ndr) all’ennesima visita di queste ultime le accoglie imbracciando un fucile. Elvio Fichera 72 anni e Paola Quartini 55, si fanno comunque avanti, impossibile  per loro immaginare che l’uomo avesse veramente intenzione di sparare; Castagnola esplode due colpi che uccidono praticamente sul colpo le guardie zoofile e feriscono addirittura la moglie di lui, Giacomina Spaggiari. Subito dopo si toglie la vita nello stesso modo.

I due volontari erano stati chiamati per accertare i maltrattamenti dei suoi 11 cani ( tra i quali alcuni cuccioli di pastore maremmano) e avrebbero dovuto probabilmente effettuare un  sequestro. Il motivo della follia di Castagnola sembra sia stato proprio la disperazione dovuta all’imminente separazione dai suoi cani.

Secondo il corpo provinciale della guardie zoofile infatti, gli animali erano sottoposti a maltrattamenti, in quanto tenuti in condizioni igieniche precarie e chiusi in spazi ristretti. Ma la realtà risulta molto più complessa. Ultimamente  infatti,  Castagnola aveva allargato di sua iniziativa il recinto proprio per permettere agli animali di circolare più liberamente.

I vicini di casa lo hanno  descritto come un uomo che non aveva mai dato problemi e che sicuramente amava i suoi cani. Se questo fosse vero, o i maltrattamenti non erano veri, o c’erano, secondo la legge, ma erano determinati dall’ignoranza in materia del Castagnola. Una delle guardie zoofile uccise, Paola Quartini aveva già effettuato in passato diversi sopralluoghi allo scopo di accertare lo stato di salute degli animali gestiti dall’assassino-suicida. A Castagnola era anche stata comminata una multa di recente per le condizioni di vita dei cani, evidentemente non rispettose della legge. Questo punto, tra l’altro, farebbe cadere l’ipotesi della non veridicità dei maltrattamenti in questione.

La parte  più misteriosa di tutta l’agghiacciante vicenda risiede però nel fatto che nessuno dei testimoni o chi, più in generale, conosceva le vittime ( Castagnola compreso), abbia pronunciato una sola frase negativa nei confronti delle persone coinvolte. Una delle due guardie, la  Quartini, era ben vista anche dai cacciatori, il che la dice lunga sulla bontà della persona, visto che si trattava di una sorta di controllore di questi ultimi.  Adriano Zanni presidente dell’ambito caccia Genova 1 ha infatti dichiarato:  “conoscevamo Paola Quartini, era un’ottima persona. Faceva parte del comitato faunistico che gestisce le attività venatorie della provincia. Avevamo avuto occasione così di apprezzarla”.

Questo invece, attraverso le parole di un’amica, il ricordo di Elvio Fichera: “Era una persona sensibile e generosa, l’altra sera ci siamo sentiti, era tutto felice perché aveva fatto un’altra buona azione, era riuscito a portare a spasso un cane difficile, rinchiuso nel canile“. Qualunque volontario in canile sa fin troppo bene come alcuni cani, per le traversie vissute, le torture subìte, la fame patita, abbiano talmente paura dell’uomo che preferiscono starsene rinchiusi “al sicuro” in una gabbia piuttosto che  “rischiare” di andare in passeggiata con qualcuno che, comunque, li spaventa. Chi riesce a vincere le resistenze di “quattrozampe” così, ha sicuramente una dote speciale.

La tragedia si è consumata a Sori, in località Sussisa in provincia appunto di Genova ed è forse stata proprio la non conoscenza delle leggi sulla detenzione di animali, o, forse anche la poca sensibilità nonostante l’amore per i suoi animali che ha generato casualmente una situazione trasformatasi in tragedia.

Certo resta il duplice omicidio,prima ancora del suicidio, entrambi, comunque atti di violenza estrema, sui quali si è pronunciata anche Francesca Martini:

“Questo gravissimo episodio ci fa comprendere come quella della difesa degli animali sembri avere i profili di una vera e propria battaglia di civilta’ con le sue vittime. Non a caso anche alla sottoscritta sono arrivate piu’ volte intimidazioni. Da sempre considero le guardie ecozoofile un patrimonio di estremo valore per le istituzioni e per il territorio. Sono sconvolta da quanto accaduto e mi stringo ad un abbraccio alle famiglie di queste straordinarie persone che oggi ci vengono violentemente strappate. Fatti di una violenza inaudita come questo pongono in evidenza la assoluta necessita’ che i gestori di canili, di qualsiasi natura, siano sottoposti a valutazione di ordine morale ed equilibrio comportamentale e psichico, nonche’ debbano in futuro certificare una formazione in materia, un percorso su cui mi muoverò immediatamente sul piano legislativo“.

A.S.

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