Mondiali, Inghilterra: i 30 non sono graditi dalla stampa

Sono passate poco meno di 24 ore dal momento in cui il tecnico italiano ha presentato la lista provvisoria dei 30 convocati che parteciperanno al prossimo  mondiale sud africano, ma già piovono le prime critiche sulla testa di Fabio Capello.
Secondo i maggiori quotidiani inglesi come il “Mirror” o “Il Telegraph”, la colpa maggiore del tecnico ex Milan e Roma, è quella di aver ufficializzato una lista di “gente rotta”, coma ha riportato anche il “Sun”.

A conti fatti, bisogna dire che, la stampa inglese non ha tutti i torti contando  l’ammissione in rosa di Gareth Barry, in attesa del controllo alla caviglia del prossimo 24 maggio, la convocazione di Bobby Zamora, che ha un problema al tendine di Achille e si farà operare dopo la finale di questa sera fra Fulham e Atletico Madrid, e quella di Phil Neville, che ha un ginocchio fuori uso. Senza contare la stagione sfortunata di Joe Cole, sempre causa infortunio e il secco no alla convocazione dato dal veterano, Paul Scholes. Con il centrocampista del Manchester United, che preferisce le vacanze con  moglie e figli alla trasferta in Sud Africa.

Come se non bastasse, ad attaccare l’allenatore friulano ci ha pensato anche il “Times”, parlando di un imbarazzato Capello “che si inchina davanti al volere della FA” (il riferimento alla sua iniziativa commerciale, bocciata dalla federazione inglese), e citando come “dopo due anni e mezzo di meticolosa preparazione, ha mandato tutto nel caos” e che “pare aver perso qualcosa della sua aura, sebbene resti l’uomo giusto per questo lavoro per la sua capacità di trarre il meglio dai giocatori”.

Ho delle perplessità su alcuni nomi – ha detto Capello presentando la lista – ma deciderò al termine di questo primo stage. Sono consapevole degli infortuni e in questa fase non so ancora quali saranno i 23, che annuncerò il prossimo 1 giugno, due giorni dopo l’ultima amichevole contro il Giappone. Ho selezionato questi giocatori perché, per me, sono i migliori a disposizione e sono importanti per il gruppo, per svariate ragioni”.

Paolo Piccinini