Napolitano bacchetta i leghisti: Penoso ipotizzare frammentazione

“Sbarcato” ieri in Sicilia per ricordare l’approdo dei Mille guidati da Garibaldi, in occasione del 150° anniversario dell’Unità d’Italia, il presidente della Repubblica non le ha mandate a dire alla Lega che coltiva il sogno della secessione padana.

“Chi prova a immaginare o prospettare una nuova frammentazione dello Stato nazionale – ha scandito ieri Giorgio Napolitano da Marsala – attraverso separazioni comunque concepite, coltiva un autentico salto nel buio. Si può considerare solo penoso che da qualunque parte, Nord o Sud, si balbettino giudizi liquidatori, negando il salto di qualità che il Paese tutto, unendosi, fece verso l’ingresso a vele spiegate nell’Europa moderna”.

Una tesi che l’inquilino del Quirinale ha rinforzato, riconoscendo la necessità di spronare il Sud a una severa autocritica, in modo da favorire un “riscatto” e un graduale “allineamento” ai territori del Nord. “Le regioni meridionali – ha continuato il Capo dello Stato – devono serenamente riconoscere le insufficienze che hanno mostrato in decenni di autogoverno. Non si può più accompagnare le proteste con reticenze e silenzi su quel che va corretto, anche profondamente, qui nel Sud, sia nella gestione dei poteri regionali e locali e nel funzionamento delle amministrazioni pubbliche, sia – ha precisato Napolitano – negli atteggiamenti del settore privato, sia nei comportamenti collettivi“.

Quello che il presidente della Repubblica ha auspicato è insomma un “cambio di passo” importante da parte di un Sud che non deve cedere alla tentazione di barricarsi dietro un asfittico vittimismo. Soltanto smettendola “con i pregiudizi e i luoghi comuni contro il Mezzogiorno” – è stato il ragionamento di Napolitano – si potranno centrare “correzioni essenziali anche al fine di debellare la piaga mortale della criminalità organizzata. L’Italia nel medio e lungo periodo – ha concluso il capo dello Stato – deve crescere di più e meglio, ma può riuscirvi solo insieme“.

Le parole proferite ieri da Giorgio Napolitano hanno conquistato la piena approvazione dell’opposizione e di parte della maggioranza (tra tutti, il “finiano” Italo Bocchino). Più tiepida la reazione dei leghisti, con a capo l’eurodeputato Mario Borghezio pronto a ricordare: “La secessione è un’idea nobile, democratica, che appartiene al diritto dell’autodeterminazione dei popoli”.

“Se l’Italia non diventa un Paese federale – gli ha fatto eco Matteo Salvini – la Padania prenderà in considerazione l’ipotesi dell’indipendenza”, mentre per il primo cittadino di Treviso, Matteo Gobbo: “E’ come in un famiglia: se le cose non vanno, i matrimoni possono rompersi“.

Una metafora – quella della “convivenza” – rispolverata per l’occasione anche dal coordinatore del Pdl, Ignazio La Russa: “La secessione non la chiede più nessuno – ha detto – Poi io conosco uno che vuole il ritorno dei Borboni, ci sarà pure qualcuno che vuole la secessione. In un condominio – ha concluso – c’è sempre chi ha idee  balzane”.

Maria Saporito