Beautiful fa il pieno di nomination agli Oscar della tv

Sono passati ventitré anni da quando “Beautiful” ha acceso i riflettori sul patinato mondo della moda. La soap opera ambientata a Los Angeles, il cui titolo originale è “The Bold and the Beautiful”, letteralmente “Gli audaci e le belle”, arriva in Italia il 4 giugno 1990 su Raidue.

Il secondo canale Rai, però, non seppe sfruttarne la formula e la mandò in onda senza un susseguirsi logico delle puntate. Il risultato fu un flop colossale, che portò Raidue a non rinnovare più l’opzione sul prodotto.

Il problema fu che “Beautiful” è una soap opera e insieme alla telenovela fa parte della famiglia dei serial: la formula del genere prevede una forte concatenazione tra le puntate, in cui l’una non ha senso senza quella che la segue e senza quella che la precede. Caratteristica questa che la distingue dalla serie tv, in cui le parti che la compongono, gli episodi, sono dei segmenti maggiormente autosufficienti.

Raidue non fu in grado di valorizzare questo aspetto e la soap non ebbe successo. Mediaset, allora Fininvest, colse la palla al balzo e iniziò a trasmetterla su Canale 5. Da lì “Beautiful” è diventata la soap opera più seguita dalle telespettatrici e, a sorpresa, dai telespettatori, anche rispetto ad altri prodotti simili italiani, in cui l’effetto della prossimità culturale è maggiore.

A più di vent’anni dalla prima puntata, “Beautiful” ha ricevuto ben undici nomination per i prossimi “Daytime Emmy“, gli Oscar della tv assegnati ogni anno a Las Vegas. La soap della Cbs concorrerà infatti in tutte le categorie più importanti nella cerimonia in programma il 27 giugno nel Casinò Hilton.

In passato il serial, che segue le avventure della famiglia Forrester, si è già aggiudicato 31 Emmy. La soap opera è famosa soprattutto per la complessità della trama e per i suoi risvolti inaspettati, a volte anche paradossali e assurdi, che l’hanno resa oggetto di scherno da parte dei media e dell’opinione comune.

Se immedesimarsi in storie del genere sia praticamente impossibile, quello che colpisce e che appassiona in un prodotto del genere è proprio il suo essere simile alla vita, il suo scorrere in avanti e crescere dei personaggi insieme allo spettatore, ma soprattutto l’universalità dei sentimenti trattati, l’amore, la gelosia, la morte, la passione, che fanno conquistare a “Beautiful” milioni di spettatori in tutto il mondo ogni giorno.

Davanti a Ridge e Brooke, però, a guidare la classifica speciale delle nomination ai trentasettesimi “Daytime Emmy” sono “General Hospital” con 18 candidature, seguito da “The Young and the Restless” con 16, “Sesame Street” con 14, “As the world turns” con 13 e “One life to live” con 13.

Tra i network, invece, la fanno da padrona PBS con 53 nomination complessive e ABC con 51, davanti a CBS con 45 e Syndacated con 40.

Antonella Gullotti