Una mostra d’arte contro la degenerazione maculare

Si terrà fino al 16 maggio, la mostra d’arte di Adam Hahn organizzata a Roma.

Il titolo “I volti della Degenerazione Maculare in un dipinto. Ritratti di Adam Hahn”, spiega già l’intento dell’esposizione; il pittore stesso infatti, si è domandato, come vedessero la realtà i malati di degenerazione maculare, patologia multifattoriale che colpisce la zona centrale della retina, detta macula.

Legata all’età essa ha un decorso progressivo e può portare alla completa ed irreversibile perdita della vista centrale, le cause sono genetiche ma anche ambientali, pare che il fumo sia un fattore di rischio grave per questa patologia.

La mostra inaugurata ieri alla Sala De Chirico di Eventi Roma e promossa dall’Agenzia internazionale per la prevenzione della cecità-Iapb Italia onlus, ha come obbiettivo far conoscere, capire e difendere i diritti delle persone con degenerazione maculare legata all’età (Dmle).

L’idea di dipingere dei soggetti dalle fattezze sfocate, che rappresentano il modo in cui gli stessi malati si vedono allo specchio, è venuta ad Hahn, conseguentemente ad un’esperienza personale.

Cinque anni fa la nonna del pittore si ammalò di questa patologia ed in famiglia, nessuno riusciva a capire come l’anziana vedesse la realtà che la circondava. Così Hahn decise di informarsi non solo sui libri ma anche intervistando medici e ricercatori, per poi rivolgersi alle persone affette dalla malattia, che successivamente divennero i soggetti dei suoi quadri.

Chiedeva loro di descrivere come lo vedevano, e questi raccontavano le loro percezioni e ciò che invece gli era impossibile vedere: colori alterati, contorni poco nitidi e sfumature posizionate soprattutto nella parte centrale del soggetto.

Così si presentano i dipinti in esposizione, creati attraverso la manipolazione di una fotografia del soggetto al computer, per rappresentare il deterioramento visivo di ognuno. Successivamente Hahn si è confrontato con i pazienti, che attraverso la loro visione periferica hanno suggerito delle correzioni.

“Lavorando sui dipinti – spiega Hahn – ne diminuivo man mano la chiarezza, in modo da rendere il processo degenerativo. Se normalmente aggiungo informazioni alle mie opere per rendere l’identità del soggetto, in questo caso le ho offuscate”.

I 16 quadri esposti ci avvicinano al dramma di chi è affetto da maculopatia, la cui vita, afferma Giuseppe Castronovo, Presidente dell`Agenzia Internazionale per la Prevenzione della Cecità-IAPB Italia onlus, “viene radicalmente stravolta”.

Una malattia ancora poco conosciuta, per la quale la prevenzione è fondamentale, se si pensa che, pur essendo una malattia degenerativa, presa in tempo, ottiene un buon recupero funzionale.

Giulia Di Trinca