Calderoli: “Tagliare del 5% gli stipendi dei politici”

Sulla scia della decisione sull’austerity varata in Spagna dal primo ministro Zapatero in seguito alla crisi di tagliare gli stipendi dei dipendenti pubblici del 5% nell’anno in corso e di congelare gli aumenti nel 2011, il ministro della Semplificazione legislativa e coordinatore delle segreterie nazionali della Lega Nord, Roberto Calderoli proponi un taglio del 5% agli stipendi dei parlamentari e dei ministri. Un taglio per dare il “buon esempio” in vista dei “sacrifici” che comporterà la mini-manovra finanziaria che il governo varerà  a breve  per far fronte alla crisi finanziaria internazionale.

Questa la proposta che il ministro Roberto Calderoli lancerà in sede di Governo e che rende nota nel corso di una conversazione telefonica con l’Ansa. Proporrò in sede di Governo, quando affronteremo la manovra finanziaria, un taglio almeno del 5% agli stipendi di ministri e parlamentari come hanno fatto in Inghilterra e Portogallo”, spiega il ministro. “A breve dovremo affrontare una manovra che prevede tagli e strumenti per il rilancio dell’economia”, aggiunge Calderoli. “I tagli alle spese – conclude l’esponente leghista – comporteranno sacrifici per tutti, a partire da ministri e parlamentari. La regola del 5% che hanno applicato in altri Paesi può valere in alcuni settori, ma in altri potrebbe essere anche più pesante”.

“Più che diminuire gli stipendi serve un gesto simbolico più forte: rinunziare tutti a tre mensilità da versare a favore di chi perde il lavoro. Non risolve i problemi ma mostra la sensibilità di una classe dirigente”. Così il ministro per l’Attuazione del Programma, Gianfranco Rotondi, in merito a quanto proposto da Roberto Calderoli.

Diana de Angelis