Caso Gugliotta: le scuse di Manganelli

Il capo della Polizia Antonio Manganelli è intervenuto sul recente caso di Stefano Gugliotta, picchiato apparentemente senza nessuna ragione da alcuni poliziotti “incastrati” da un video poi trasmesso su tutti i media.

Quando ci sono fatti come quelli del dopo partita di Coppa Italia Inter Roma, i sentimenti che proviamo sono di amarezza, di forte rammarico e voglia di scusarsi con tutti” Queste  alcue sue parole.

Come è ormai noto Gugliotta ha raccontato di aver cenato a casa dei genitori e di essere poi andato a prendere il motorino per raggiungere il cugino. Proprio sullo scooter un poliziotto lo ha raggiunto, dopo avergli intimato l’alt, rispettato da Gugliotta e gli ha sferrato un pugno in faccia. Poi di poliziotti ne sono arrivati altri, il ragazzo viene percosso ulteriormente e arrestato con l’accusa di resistenza a pubblico ufficiale. Dopo alcuni giorni di carcere viene scarcerato. L’agente che ha colpito per primo Gugliotta è ora indagato per lesioni volontarie.

Stando alle parole del fratello Stefano era del tutto disinteressato a Roma-Inter, è infatti un simpatizzante laziale. “Colpevole” probabilmente di trovarsi nel posto sbagliato al momento sbagliato è stato scambiato per un “casinaro”, uno di quelli che fuori dallo stadio stavano distruggendo tutto.  Una delle vie percorse da più parti per spiegare l’accaduto è confermata anche da alcuni agenti, rimasti anonimi, è quella della mancanza di formazione. Secondo le suddette fonti infatti i poliziotti verrebbero mandati “allo sbaraglio” in situazioni che invece richiederebbero la presenza e l’intervento di professionisti della sicurezza. Questa inesperienza genererebbe paura, che a sua volta trasformerebbe alcuni ragazzi con la divisa in “picchiatori”.

Niente di più facile che sia nella grande maggioranza dei casi sia così, ma è altresì possibile chiedersi, è.. solo così? Su alcune menti, ad esempio, potrebbe contare una sorta di  “esaltazione” data proprio dalla divisache s’indossa,  forse unita alla voglia di far troppo bene e dall’appartenere ad un ente, lo Stato, che dispone del cosiddetto “monopolio della forza“. Se è vero che i futuri agenti vengono addestrati appositamente per esorcizzare questo tipo di dinamiche mentali è altrettanto vero che bisogna tener presente che non su tutti tale addestramento è scontato che funzioni automaticamente.

Manganelli ha poi proseguito il suo intervento, avvenuto durante il 158esimo anniversario del corpo di Polizia, spiegando che “ci sono uomini e donne straordinarie nelle forze di polizia che lavorano ogni giorno raggiungendo ottimi risultati e naturalmente ritengo riprovevoli, ma fisiologici, momenti di smagliatura. Possono esserci eccessi, manifestazioni che noi andiamo a sanzionare: sono brutte vicende delle quali ci assumiamo le responsabilità e per le quali chiediamo scusa”.

A.S.