Scontri a Bangkok: offensiva dell’esercito per sgomberare il presidio delle camicie rosse

Bangkok è ancora sotto assedio. Continua lo scontro tra i manifestanti antigovernativi ed i militari, che stanno sgombrando con la forza il presidio dei dimostranti. Le cosiddette  “camicie rosse” dell’ex premier deposto Thaksin Shinawatra (oggi in esilio) stanno manifestando da due mesi per le vie della città per chiedere le dimissioni dell’attuale premier Abhisit Vejjajiva ed indire nuove elezioni.

Gli scontri sono scoppianti nella zona commerciale della città, dove l’esercito thailandese è avanzato contro il blocco organizzato dalle camicie rosse nei pressi del bazar di Suan Lum. Nello scontro a fuoco tra manifestanti ed esercito ci sono stati almeno otto morti ed oltre un centinaio feriti. I disordini sono riesplosi dopo una settimana di tregua durante la quale il governo e manifestanti hanno negoziato per trovare una soluzione.

Secondo fonti locali, i militari hanno sparato gas lacrimogeni e proiettili di gomma contro i manifestanti, che hanno risposto con bombe molotov e sassi. Poi hanno cominciato a sparare ad altezza d’uomo. Un giornalista canadese, Nelson Rand, inviato della tv France 24, è stato raggiunto da diversi colpi di arma da fuoco all’avambraccio, ventre e all’arteria femorale, ma è in condizioni stabili. Anche altri due giornalisti thailandesi sono rimasti feriti dagli spari.

Da cinque settimane le camicie rosse hanno occupato una vasta area nel centro di Bangkok, vicino al quartiere finanziario, e si sono trincerate con barricate di bambù, copertoni e filo spinato. L’esercito ha più volte intimato loro di togliere il presidio e recentemente aveva minacciato di chiudere gli accessi e tagliare acqua e luce.

Il primo ministro thailandese aveva proposto la “road map” per pacificare la situazione politica, ma è stata respinta dalle camicie rosse dietro l’interferenza dell’ex premier in esilio Shinawatra, nonostante i tentativi del governo di arrivare a un compromesso.

La crisi politica, che continua ormai da cinque anni, vede opposta l’elite urbana che appoggia Vejjajiva e i sostenitori dell’ex premier Thanksin Shinawatra, appartenenti alla classe rurale e meno abbiente. Le camicie rosse sostengono che Abhisit non sia stato eletto dal popolo, essendo salito al potere grazie al voto del parlamento.

Intanto, il Ministero degli Esteri italiano, Franco Frattini, ha invitato i turisti del nostro Paese in vacanza in Thailandia a non recarsi a Bangkok.

Lo scontro tra militari e manifestanti antigovernativi  risulta essere il peggiore dal 1992. Soltanto da marzo ad oggi ci sono stati più di quaranta morti ed oltre 1.400 feriti.

Rosa Ricchiuti