Altri 4 morti a Bangkok. Forse uccisi 3 giornalisti

guerriglia urbana a bangkok

La situazione in Thailandia precipita ogni giorno di più.  Ancora stamatattina la guerra civile, sottoforma di vere e proprio battaglie urbane ha mietuto altre 4 vittime e diversi feriti. Le camicie rosse, che hanno il loro quartier generale nel settore finanziariodi Bangkok sembra non abbiano la minima intenzione di scendere a patti con l’attuale Governo. I rappresentanti della parte rurale della nazione chiedono elezioni subito e hanno non più di qualche giorno fa rifiutato nettamente la proposta dell’attuale premier che era, dopo settimane di proteste e i primi feriti, arrivato a concedere una data a Novembre.

L’esercito, che sta cercando di contrastarli senza fare una strage ha rappresenta il Governo sostenuto da una “borghesia” urbana di livello medio-alto. La situazione è molto grave in quanto i protestanti hanno fatto sapere, anche dopo i quattro morti di stamattina, che andranno avanti ad oltranza, nessuna resa quindi, neanche nel medio periodo, nessun ripensamento nemmeno dopo il ferimento del leader del movimento.

Ci vogliono intrappolare, ma combatteremo fino alla fine, fratelli e sorelle” ha detto un altro dei capi del movimento Nattawut Saikua.  La protesta prosegue ormai da più di due mesi, ma l’esercito ancora ieri ha dichiarato di non aver (ancora) pianificato eventuali azioni pesanti di repressione. Seconto quanto riportato dal TG5, nell’edizione di stamattina ( (15/05 N.d.A.), anche 3 giornalisti sarebbero rimasti coinvolti negli scontri, perdendo la vita. Ieri anche  l’agenzia Reuters riportava il fatto di 3 giornalisti vittime della guerriglia urbana di Bangkok, ma li dava come feriti. Non è noto se siano gli stessi menzionati oggi dal  telegiornale di  Mediaset.

L’origine della protesta è la “caduta” dell’ex premier miliardario Thanksin Shinawatra, ufficialmente  sostenitore della causa contadina, i più poveri, ma condannato per corruzione. Il nuovo, Abhisit Vejjajiva avrebbe la “colpa” di essere stato eletto dal Parlamento e non dal popolo e di conseguenza la sua investitura non sarebbe legale. Da qui, la quasi  guerra civile attuale. Dall’inizio i morti ormai sono una quarantina e i feriti più di 1400, numeri in continua crescita purtroppo. L’attuale Governo appare in una situazione molto complessa; l’unico modo per risolvere la situazione infatti, vedendola dal punto di vista istituzionale, sarebbe quello  di una dura offensiva militare contro le camicie rosse, che però causerebbe sicuramente centinaia di morti e migliaia di feriti e la altrettanto certa condanna sociale della gran parte del resto del mondo.

A.S.