Bangkok ancora scontri: sale a 20 morti il bilancio delle vittime

Ancora tensione alta a Bangkok, capitale della Thailandia. Nei nuovi scontri di stamane tra esercito e camicie rosse hanno perso la vita tre persone. Dopo la battaglia di venerdì in cui ci sono stati 17 morti e altre 141 persone sono rimaste ferite, sono riprese le azioni di guerriglia urbana.

I manifestanti hanno acceso falò attorno al quartiere commerciale che occupano da due mesi ed i soldati hanno risposto col fuoco e sparato a una camicia rossa che stava tentando di dare fuoco a un copertone. I testimoni sul posto riferiscono che, oltre agli spari,  si sono udite anche alcune detonazioni. Secondo una stazione televisiva locale si tratta di granate che hanno colpito un centro commerciale e una stazione metropolitana.

In queste ore la battaglia si sta svolgendo intorno al perimetro controllato dalle camicie rosse nel quartiere commerciale di Ratchaprasong, un’area di circa 3 chilometri quadrati dove sono accampate da settimane almeno 10mila persone, tra cui donne e bambini. Per il momento l’obiettivo delle forze di sicurezza sembra quello di isolare i manifestanti, impedendo loro di ricevere rinforzi, acqua, cibo e carburante per i generatori.

Dal 12 marzo, data di inizio del movimento di contestazione, le violenze sono costate la vita a 37 persone. Le camicie rosse, thailandesi poveri provenienti dalle campagne finanziati dal partito filo-Thaksin, chiedono che il governo si dimetta e convochi elezioni anticipate. Accusano il gabinetto di aver preso il potere illegalmente con il sostegno dell’esercito, all’origine del colpo di stato del 2006 che ha costretto alla fuga l’allora premier Thaksin Shinawatra.

Il segretario generale dell’Onu, Ban Ki-Moon, ha lanciato un appello affinché cessino le violenze nella capitale thailandese. Ban “segue con crescente preoccupazione il rapido aggravarsi della tensione e delle violenze in Thailandia” ed “è rattristato dalle notizie che riportano della morte di numerosi civili, fra cui dei giornalisti, si legge nel comunicato diffuso dal servizio stampa dell’Onu”. Inoltre “invita i manifestanti e le autorità thailandesi a fare il possibile per evitare nuove violenze e perdite di vite umane”, suggerendoli di tornare al dialogo per risolvere pacificamente la situazione.

Rosa Ricchiuti