Schifani: questa non è una nuova Tangentopoli

ULTIMO AGGIORNAMENTO 19:55

Il presidente del Senato, Renato Schifani, intervenuto oggi a Palermo alla cerimonia per il 168esimo compleanno della Polizia, non ha lesinato analisi e considerazioni sull’attuale situazione nazionale. Da Appaltopoli alla corruzione, passando per la crisi economica e la legge sugli immigrati: i nodi al centro del suo discorso sono stati numerosi. “L’attuale scenario che si sta delineando – ha detto a proposito degli accertamenti sui legami del costruttore Anemone con molti personaggi noti dello spettacolo e della politica – profila un sistema di microcriminalità che purtroppo colpisce funzionari pubblici e politici. Esiste una sostanziale differenza rispetto a quanto emerso con Tangentopoli, infatti quello era un sistema illecito di finanziamento destinato ad un’ intera partitocrazia”.

Per il presidente del Senato, insomma, non è plausibile ammettere un accostamento tra le due “vicende”, ma bisogna piuttosto porre l’accento sulla necessità di agire entro i limiti invalicabili della legalità. “Non bisogna mai anteporre gli interessi personali al bene della comunità – ha scandito Schifani – facendo come nostra bandiera la trasparenza e l‘onestà. Questo vale soprattutto per coloro i quali ricoprono ruoli istituzionali, che devono essere da esempio per i cittadini. Per tali ragioni – ha aggiunto la seconda carica dello Stato – ho accelerato i tempi per l’approvazione del ddl anticorruzione, che spero possa diventare legge in tempi brevi, divenendo un ulteriore ed efficace strumento legislativo nelle mani di giudici e magistratura”.

E proprio sull’attività dei magistrati Schifani ha voluto “intrattenersi”, prendendo spunto dalla riapertura delle indagini sul fallito attentato a Giovanni Falcone nel 1989. “Le indagini – ha spiegato – vanno sempre portate fino in fondo, anche se riprese a distanza di tanti anni. È doveroso fare chiarezza su quegli episodi che hanno segnato la nostra città e la nostra terra, ed è giusto che emergano eventuali simulacri rimasti oscurati. Abbiamo totale fiducia nella magistratura. Se c’è da riaprire l’indagine – ha continuato il presidente del Senato, riferendosi a quelle sull’attentato nella villa d’Addaura – lo si faccia nell’interesse dell’accertamento della verità”.

Nel suo lungo intervento, Renato Schifani ha inoltre sottolineato i risultati centrati sul fronte della lotta al racket. “Mi ha colpito – ha raccontato alla platea palermitana – una notizia pubblicata recentemente sulle dichiarazioni di un collaboratore di giustizia che ha rivelato la nuova strategia dell’organizzazione criminale di non richiedere il pizzo a quanti sono iscritti ad associazioni antiracket. E’ un segnale altamente positivo – ha continuato Schifani – un successo delle stesse associazioni e di quanti le hanno fortemente volute. Finalmente stare con lo Stato e contro la mafia è una politica non solo vincente, ma soprattutto riconosciuta come forte deterrente dalla stessa organizzazione mafiosa”.

Maria Saporito

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