Via i nanetti dai giardini di Furore

La storia ha dell’incredibile e potrebbe sembrare una favola, se non fosse che per Biancaneve e i suoi 7 piccoli amici non è previsto il lieto fine. A Furore, paese in provincia di Salerno sulla costiera amalfitana, il primo cittadino, Raffaele Ferraioli ha da poco disposto un’ordinanza comunale con la quale invita tutti i cittadini a rimuovere dai loro giardini i famosi nanetti in gesso o terracotta.

Una lotta intrapresa nel segno del rispetto all’ambiente che, secondo il sindaco, viene insopportabilmente minacciato dalla presenza “abusiva” delle riproduzioni di Biancaneve & co.. Per Dotto, Pisolo e persino per il tenerissimo Cucciolo, insomma, l’amministrazione comunale non ammette “lodi”, sostenendo una politica di tolleranza zero da fare invidia ai leghisti più convinti.

L’ordinanza emessa dal sindaco, sulla scorta delle norme prescritte dal Put (Piano urbano del traffico), intende neutralizzare “l’alterazione dell’ambiente naturale”del paese e prevede una sanzione per tutti i disobbedienti, restii ad abbattere le statuine abusive che deturpano l’ambiente.

La proposta di Raffaele Ferraioli, che è stata già accolta e soddisfatta da alcuni residenti, ha suscitato la ferma reazione di molti altri. Il commissario regionale dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli ha bollato come “surreale” il provvedimento emanato dall’amministrazione di Furore, ricordando che “i nani da giardino non sono il peggiore scempio paesaggistico possibile in un Comune che ha avuto episodi di abusivismo gravissimi, come la vicenda del Furore Inn Resort”.

“Se i sindaci che si sono succeduti – ha continuato Borrelli – avessero avuto nei confronti dell’abusivismo edilizio la stessa determinazione che ha oggi Ferraioli nei confronti dei nani da giardino, le costruzioni e gli scempi edilizi sarebbero totalmente scomparsi”.

“Nel viale privato della mia abitazione – ha dichiarato una donna, riottosa a rispettare il diktat del Comune – mio padre sistemò le statuine di Biancaneve e dei sette nani. Ora sarò costretta a rimuoverle altrimenti rischio addirittura una sanzione. Mi chiedo: se una persona vuole mettere nel proprio giardino una statua o una pianta deve chiedere l’autorizzazione al Comune? Vorrei sapere dal primo cittadino – ha continuato la cittadina di Furore – se non ritiene che il nostro paesino abbia problemi ben più gravi dei nanetti. Io sono disposta a pagare la sanzione che mi verrà imposta dal Comune per l’orrendo crimine ambientale che ho commesso, ma di certo – ha concluso – non toglierò le statuine“.

Maria Saporito