Bersani: Bertolaso si dimetta

Sta sfilando alla Marcia della Pace  da Perugia ad Assisi, ma i suoi interventi “bellicosi” ai danni dell’attuale esecutivo fatica a trattenerli. Il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, pressato stamattina dai giornalisti, non ha risparmiato “frecciatine” alla squadra di Silvio Berlusconi, auspicando un “cambio di passo” ormai improcrastinabile.

Interpellato sul “sistema” legato agli intrecci di interessi tra molti esponenti della politica nazionale e il costruttore romano, Diego Anemone, il leader dei democrat ha detto: “Qui non è questione di mele marce, è  il cesto, cioè un sistema di regole balorde e volutamente sbagliate che hanno consentito deroghe enormi ai meccanismi e alle normative europee in termini di appalti e quindi hanno aperto un‘autostrada alla corruzione“.

Una situazione insidiosa, che – secondo l’ex sindacalista – rischia di compromettere la credibilità di buona parte  della classe politica italiana e che, per questo, incoraggia a spingere sul pedale dell’acceleratore del ddl anticorruzione. “Si dice che lo si vuole rafforzare – ha continuato Bersani – benissimo. Se potesse Berlusconi far dimettere intanto qualche sottosegretario sarebbe già una bella misura anticorruzione, andiamo un po’ al concreto perché di chiacchiere siamo abbastanza stanchi”.

Per Bersani, in cima alla lista dei dimissionari dovrebbe comparire un nome eccellente: quello di Guido Bertolaso. “Dovrebbe lasciare – ha spiegato il segretario del Pd – per una ragione molto semplice, per il buon nome della Protezione civile che è una straordinaria cosa e che va messa al riparo da dubbi, ma già da tempo – ha aggiunto – questo dovrebbe essere avvenuto”. Insieme a quello di Bertolaso, Bersani ha suggerito anche il nome di Nicola Cosentino, che – è il ragionamento del “democratico” – farebbe meglio ad abbandonare poltrone e incarichi per dedicarsi all’accertamento della verità giudiziaria.

Un’ultima considerazione il leader del Pd l’ha destinata alla difficile situazione economica: “Ci hanno detto per due anni – ha dichiarato Bersani – che il problema non c’era che stavamo meglio di altri. Adesso non ci diranno che facciamo la manovra economica perché c’è la Grecia. Ci sono stati due anni di politica economica sbagliata e ingiusta, adesso aspettiamo di vedere cosa ci propongono”.

Servono un po’ di crescita e di lavoro – ha precisato il capo dell’opposizione – sennò neanche i conti pubblici stanno in piedi. C’è una situazione drammatica sotto questo profilo e credo che mettere al centro questo tema sia una questione di civiltà e umanità, oltre al fatto che – ha concluso – può essere una ricetta economica straordinaria”.

Maria Saporito