Dio è morto. Il ricordo di colleghi e fan

A 67 anni si è spento Ronnie James Dio, una leggenda del Heavy Metal e vero e proprio “oggetto di culto” per decine di migliaia di  fan. Un tumore allo stomaco la causa del decesso. Ronald James Padavona nasce a Portsmouth nel 1949, anche se già dalla sua nascita anzi, forse da ancor prima Dio ha fatto parlare di sè. Molti sostengono infatti che sia nato ne 1942, ben 7 anni prima.

Il “nomignolo” Dio deriva non da un concetto religioso, come facilmente si potrebbe pensare, ma da tale Giovanni Ignazio Dioguardi, detto “Johnny Dio”, esponente  mafioso ai tempi della “beata gioventù” di Ronnie.

Sicuramente uno dei fondatori dell’Heavy Metal lavorò  per qualche tempo con  Ritchie Blackmore, storico chitarrista dei Deep Purple che lo ingaggiò dopo averlo sentito suonare ai concerti d’apertura del gruppo. Divergenze musicali però ruppero la collaborazione e Dio si trovò a suonare per i Black Sabbath, sostituendo nientemeno che “l’angioletto” Ozzy Osbourne, altra leggenda musicale, con un temperamento non proprio pacato. Dio fece risorgere il gruppo e con loro diventò una indiscussa stella musicale, brillando di luce propria, anche se di una luce nera, a lui probabilmente molto più gradita. Fondò poi una band a “sua immagine e somiglianza” la quale prese pure il suo nome, i “Dio”. Quest’ultima è rimasta la band ufficiale del cantante fino all’odierna scomparsa dello stesso.

Grande sostenitore del “gesto delle corna”, molti sostengono esserne stato anche l’inventore. A testimonianza del grande valore di Dio e della stima assoluta dei suoi colleghi, una commovente lettera di Lars Ulrich, batterista di un’altra band leggendaria, i Metallica, lettera pubblicata sul sito della stessa band. Molti i passaggi toccanti :

“Nell’autunno del 1976, quando suonavi al tuo primo show a Copenaghen, ero in prima fila e quel paio di volte in cui i nostri sguardi si sono incrociati, mi hai fatto sentire come la persona più importante del mondo”. E ancora “Quando abbiamo finalmente avuto la possibilità di suonare insieme in Austria nel 2007, anche se se non potevo darlo a vedere, sono stato letteralmente riportato indietro nel tempo, a quel ragazzino con il moccio al naso che avevi incontrato e ispirato 31 anni prima e il condividere il palco con te e i leggendari Heaven & Hell era un fottuto onore e un sogno che si avveravano”.

Ulrich conclude con un ringraziamento toccante, al quale si uniscono idealmente migliaia di fan che stanno tempestando di messaggi di cordoglio e ricordo il sito della band.

“Ronnie, la tua voce mi ha colpito e rafforzato, la tua musica mi ha ispirato e influenzato, e la tua gentilezza mi ha colpito e commosso. Grazie.” ( Lars Ulrich)

A.S.