I politici e il taglio allo stipendio

ULTIMO AGGIORNAMENTO 9:17

L’idea era partita dalla mente del ministro per la Semplificazione Roberto Calderoli. Un taglio netto agli stipendi dei politici, una decurtazione pari al 5% per affrontare l’attuale crisi rimpinguando di un poco le casse dello Stato. Una proposta bizzarra se pensiamo che lo stipendio mensile percepito dai parlamentari si aggira attorno ai 16.000 euro. Il 5% significa un taglio di appena 800 euro. Tuttavia, nonostante la taccagneria, il Calderoli-pensiero sembra aver trovato importanti sostenitori.

Daniela Santanchè ha infatti raddoppiato la percentuale del ministro leghista, proponendo un taglio del 10% degli stipendi non solo di parlamentari e ministri ma anche degli amministratori locali, a tutti i livelli. Il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, ha invece pensato di devolvere un intero mese di stipendio dei parlamentari: “Ho intenzione di proporre ai capigruppo e al consiglio dei ministri di devolvere un mese di stipendio della politica in caso di ulteriori sacrifici richiesti agli italiani”, ha tuonato. “Sono favorevole ad eventuali tagli degli stipendi non solo ai parlamentari ma a tutti coloro che hanno rilevanti incarichi di governo – ha spiegato – ma non per motivi di casta bensì solo nel caso si faccia effettivamente una manovra che comporti nuovi sacrifici per i cittadini”.

In merito è intervenuto anche Maurizio Gasparri, capogruppo del Pdl alla Camera: “Per affrontare la crisi economica, ma anche per dare un segnale chiaro di partecipazione e rispetto, la classe politica deve dare l’esempio. Non atti simbolici e inconsistenti come propone qualcuno. Bisogna rinunciare a tre stipendi. E con i politici vanno coinvolti alti dirigenti pubblici pagati ben più dei politici. Ma vanno anche snelliti gli alti apparati. Meno spese nei Palazzi, dal Quirinale al Parlamento. Questo è quello che serve”.

Anche il ministro per l’Attuazione del programma, Gianfranco Rotondi, si dice d’accordo con il taglio di tre mensilità: “Ho proposto la rinunzia dei parlamentari a tre mesi di indennità non per cavalcare la demagogia, ma per essere in sintonia completa con un paese che ha bisogno di sentirsi guidato da una classe dirigente autorevole e capace di sacrifici”. Vedremo se qualcun altro rilancerà l’ultima proposta.

Di Marcello Accanto

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