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Gruppi di Facebook contro i bambini: denunciati due responsabili

Alcune persone, probabilmente, non riescono a capire che Facebook non è un gioco. “Pubblicare” qualcosa significa renderlo alla portata di tutti e l’operazione è soggetta a delle leggi, sulla privacy e sul decoro. Il presente articolo è soggetto anch’esso a diverse imposizioni legali, ancor più ristrette tra l’altro, dato che appare su una testata registrata in un Tribunale. Seppure le regole per Facebook siano più permissive, ciò non significa che ai suoi utilizzatori sia permesso di fare tutto.

La polizia postale ha indagato e scoperto i responsabili di tre gruppi, decisamente assurdi, inneggianti a pratiche macabre contro i bambini e contro la stessa istituzione poliziesca. Lo stesso concetto spiegato al paragrafo precedente passa, molto chiaramente, attraverso le parole di Ivan Bracco, dirigente della Polposta di Imperia, meritoria di aver scoperto i responsabili di gesti che non si può esitare a definire sostanzialmente stupidi.

“Il messaggio che vogliamo lanciare è che quando una persona crea dei gruppi su Facebook, non deve mai perdere il senso della realtà e del vivere sociale. E’ una questione di puro buonsenso”

Spiegazione a dir poco lampante. I gruppi in questione erano tre, poi chiusi dall’amministrazione di Facebook, uno aperto in seguito al devastante terremoto di Haiti, inneggiante all’adozione dei bambini morti proprio nel terremoto (sì: avete capito bene, proprio i “bambini morti”). L’altro, ancora peggiore si schierava a favore delle violenze sui bambini avvenute nell’asilo di Pistoia, triste fatto di cronaca. Il terzo,tramite link dava dei “fessacchiotti” ai dipendenti della polizia postale, che tanto fessi non devono  proprio essere visto che non ci hanno poi messo molto a scoprire il responsabile dell’offesa ai loro danni. Quest’ultimo, un operaio milanese di 25 anni, se la caverà con molto poco, perchè denunciato per oltraggio.

L’istigazione  delinquere a carico del 40 enne disoccupato di Genova ha però valenza ben più grave. Stupisce tra l’altro l’età di quest’ultimo, che dovrebbe essere di piena maturità. L’incitamento all’odio e alla violenza in pubblico è comunque, in se stesso un reato, in quanto potrebbe “invogliare” menti malate a perpetrare nella realtà le azioni sostenute dal gruppo di Facebook. In questo, quello aperto riguardante le violenze all’asilo di Pistoia è il più spaventoso, 140 iscritti circa, iscrizione dovuta alla voglia di denigrare lo stesso fondatore, che forse, fino all’arrivo della polizia postale si è anche divertito a leggere gli insulti contro di lui.

Il fenomeno è però molto vasto: sul social network più famoso sono centinaia i gruppi ( considerando solamente quelli in lingua italiana) che inneggiano a violenze sui più deboli e in generale sulle minoranze;  presi d’assalto dai fondatori di questi “gruppi di discussione” sono bambini, disabili, omosessuali, individui di colore e animali.

La maggioranza di questi sono “finti”, vale a dire che, chi li fonda, non pensa veramente quello che sostiene nel gruppo, ma semplicemente si diverte a “far incazzare” gli utenti, che per giunta, molto spesso si iscrivono allo stesso gruppo per insultare gli amministratori ( se non scappano)  e segnalare a Facebook la violazione delle regole pubbliche. Proprio in questo modo forse i poliziotti postali di Imperia sono venuti a conoscenza del caso sul quale  hanno recentemente portato a termine le indagini e denunciato le due persone di cui sopra.

La pratica del “trollare” ( così è definito tale squallido fenomeno), ha preso piede perchè inizalmente del tutto fuori controllo. Molti utenti si erano lamentati già da tempo con i responsabili di Facebook per il mancato oscuramento dei gruppi segnalati, erano però casi spesso isolati ai quali quindi era stata data probabilmente ( troppa)  poca importanza; ma il dilagare della questione ed il moltiplicarsi del numero di “troll” in circolazione ha iniziato a richiamare l’attenzione sia dei dirigenti del social network, sia degli organi preposti al controllo e al rispetto delle leggi e da un po’ di tempo le denunce, quelle vere, stanno iniziando a piovere su individui che molto probabilmente potrebbero impiegare il loro tempo libero in maniera decisamente migliore

Angelo Sanna

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