Cannes, trionfo di Mick Jagger che travolge la Croisette

 

E’ Mick Jagger che travolge e rapisce la folla pazzesca con la sua ironia , bloccando anche la Croisette: l’uomo, presente al Festival di Cannes come produttore di “Stones in exile” , documentario presentato alla Quinzaine des realisateurs, ha esordito di fronte al pubblico ed ai flash dicendo come nei primi anni ’70 si fosse belli,giovani e molto stupidi e di come adesso si sia rimasti soltanto stupidi; il rocker che oggi ha 67 anni, parlando a proposito dell’album Stones in exile dal quale è stato realizzato il documentario spiega come, mentre Nixon era alla Casa Bianca,la guerra imperversava in Vietnam e Eddy Merks era appena uscito vincitore dal Tour de France loro non sapessero nulla di tutto ciò e fossero chiusi a realizzare l’album.

Mick Jagger ha inoltre presentato Stephen Kijak, il regista assieme ai produttori John Battsek e Victoria Pearmarn e poi ha dato il via al film dando appuntamento alla platea  composta da spettatori e giornalisti ed in particolare fan dei Rolling Stones, alla fine del film. E’ stato questo il giorno di “Carlos“, la fiction francese che reca la firma di uno dei più amati registi dei cinefili ovvero Olivier Assayas. In concorso sono anche “Poetry” di Lee Chang-Dong in cui al centro della storia compare una madre di famiglia amante della poesia e fermamente convinta della bontà delle persone e delle cose,fino a giungere ad uan forte delusione; in concorso anche “Myjoy” di Sergei Loznitsa nel quale un camionista ancora nutrito di illusioni finisce per caso in un piccolo villaggio dove domina la legge del più forte e della rozzezza tribale.

Altre proiezioni sono quelle di “All Good Children” presenato alla Quinzaine des Relisateurs che racconta la storia di due ragazzini inglesi che, in seguito alla morte della madre, vanno a vivere in campagna da una zia in Francia e dove scopriranno l’amore e la sensualità; infine il documentario “Stones in Exile” nel quale, con materiali spesso inediti d’archivio viene narrato l’episodio più tragico della vita dei Rolling Stones  quando, verso la fine degli anni ’60 e al culmine massimo del successo, il gruppo si ritirò in Francia  per incidere il disco che sarebbe poi divenuto un capolavoro della storia del rock ovvero “Exile on main street”.

Rossella Lalli