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A-Team del Ministero della Salute contro i canili lager

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La guerra per la civiltà continua ed è forse l’unica che valga la pena combattere. Il Ministero della Salute, attraverso le direttive del sottosegretario Francesca Martini, ha istituito una task force, composta da dieci medici veterinari e quattro responsabili legali e amministrativi, che avrà il compito di scoprire e distruggere il maledetto fenomeno dei canili lager e combattere il randagismo.

Un canile cosiddetto “lager” è una struttura che non rispetta le minime regole igieniche, dove l’amore per gli animali non esiste, ne tantomeno un minimo di rispetto verso le sfortunate bestiole che capitano in quell’inferno. Denutriti, malati, spesso maltrattati, picchiati o uccisi, anche solo per gusto, da persone che un animale manco sarebbero degni di guardarlo negli occhi.

L’aspettativa di vita di questi cani è minima e quella vita che fanno è un periodo che farebbero sicuramente a meno di vivere tanto è duro. Per debellare questa vera e propria piaga della civiltà, la Martini ha dato incarico ad una squadra apposita di veterinari e di esperti legali, che lavoreranno unitamente all’Arma dei Carabinieri e al nucelo specializzato appartenente a quest’ultima, i Nas.

L’ A-Team (Animal Team), così si potrebbe anche chiamarlo, organizzerà ispezioni e seguirà nel tempo la gestione delle strutture visitate, operando un costante controllo. Potrà direttamente intervenire in casi di emergenza, e avrà altresì il compito di formare il personale apposito e svolgere una intensa attività comunicativa atta ad informare cittadini e responsabili su tutte le varie norme che regolano il benessere animale, un “sentimento”  che dovrebbe venire prima di tutto dalla persona umana, purtroppo spesso non è così.

Queste le dichiarazioni della “guerriera ministeriale” animalista, la Martini.”Abbiamo dato il via a una modalità organizzativa innovativa con una riforma del ministero della Salute a costo zero. Un Paese che si avvia al federalismo deve avere ministeri che siano in grado di rispondere ai bisogni reali. Questa task force rappresenta un raccordo fondamentale con il territorio per incidere in maniera concreta e attiva sul fenomeno del randagismo e del maltrattamento animale. Opererà in sinergia con i carabinieri dei Nas e con tutte le risorse associative e ispettive a tutela degli animali presenti nel nostro Paese”. E ancora :

Questa iniziativa è un tassello fondamentale per la lotta al degrado, al malaffare, alla violenza ancora purtroppo diffusa in un Paese civile come l’Italia. Dal luglio 2008 abbiamo effettuato circa 1.200-1.500 ispezioni in canili, allevamenti, negozi di animali, strutture di addestramento e toelettatura – ha detto Cosimo Piccinno, comandante dei Nas – e circa il 30% è sfociato in una denuncia all’autorità giudiziaria. Il nostro obiettivo, e quello che ci attendiamo da questa task force, è di non vedere più cani o gatti maltrattati in Italia”.

Il 30%..una struttura su tre, e non solo canili o rifugi, ha presentato irregolarità talmente gravi da dover essere denunciate alle autorità giudiziarie. Ma a chi vengono affidati allora questi canili? Chi decide in un Comune  ad esmepio a chi dare in gestione la “cosa pubblica” animale? E non è anche lui responsabile di ciò che le ispezioni hanno trovato in questi anni? E perchè nessuno controlla mai le strutture private? In ogni caso, ora  qualunque volontario, associazione o cittadino comune, potrà segnalare al Ministero della Salute casi di maltrattamenti o di violazioni della legge sul mantenimento  e sulla gestione degli animali attraverso un apposito indirizzo e-mail di proprietà appunto del Ministero della Salute: tutela.animale@sanita.it

700 000 randagi, solo tra i cani ( e probabilmente sono di più), una piccola parte, svenandosi, associazioni e volontari singoli riescono a salvarli,da crudeltà di ogni tipo, mettendoli in pensione o comunque togliendoli dalla strada, oppure facendoli adottare. E anche questo è un altro problema a cui andrà sicuramente dedicato uno spazio a breve su queste pagine. Perchè il fenomeno delle “adozioni di 24 ore” è, senza dubbio, un’altra piaga della civiltà. La superficialità con cui cani gatti vengono adottati è talvolta spaventosa. Alcune volte la colpa è anche di qualche volontario troppo poco scrupoloso, ma molto più spesso è la famiglia che richiede il cane a “viaggiare sulle ali dell’entusiasmo” per poi trovarsi di fronte ad un “problema” del quale non hanno la minima conoscenza e quindi se ne liberano, con buona pace della sofferenza psicologica dei volontari e, ancor peggio, del cane o gatto quasi-adottato.

Ci si augura che la riduzione, se non la sparizione, delle strutture lager permetta anche una maggiore percentuale  di sterilizzazione, quindi un minor numero di cani e gatti  e di conseguenza adozioni più difficili e controllate. Tutto per cercare di regalare un po’ di felicità a chi agli umani ha sempre e solo provato a darla, troppi uomini non lo capiscono, e purtroppo mai lo capiranno.

A.S