La Corea del Nord minaccia Seul: guerra in caso di nuove sanzioni

Il leader nordcoreano Kim Jong-il

Ritorna l’alta tensione tra la Corea del Nord e Corea del Sud. La causa scatenante di questo nuovo attrito è da  ricondurre all’ufficializzazione da parte di Seul che l’affondamento della corvetta Cheonan, costato la vita a 46 marinai, è stato causato da un siluro nordcoreano. La conclusione definitiva arriva dall’indagine effettuata da un pool di esperti sudcoreani e internazionali, voluto dal governo di Seul per fare luce sulla tragedia più grave della Marina sudcoreana.

“Abbiamo raggiunto la conclusione che è del tutto evidente che la nave sia affondata come risultato di un’esplosione esterna sotto il livello del mare, a seguito di un siluro della Corea del Nord”, ha spiegato Yoon Duk-Yong, co-presidente del pool investigativo. Il presidente sudcoreano, Lee Myung-bak, ha dichiarato di volersi impegnare ad attuare “misure rigorose” nei confronti di Pyongyang.

Alle accuse rivolte da Seul, la Corea del Nord ha di nuovo negato ogni responsabilità, minacciando la Corea del Sud di adottare “misure forti”, fino alla “guerra generale” se dovesse promuovere l’adozione di nuove sanzioni. A riferirlo è l’agenzia Yonhap, citando un comunicato della Commissione nazionale di difesa, letto dalla radio di Stato, in cui si nega ogni responsabilità nella tragedia.

In una nota diffusa dalla tv di Stato nordcoreana, inoltre, le conclusioni della commissioni di inchiesta sono state definite “imbottite di bugie”. In caso di rappresaglie da parte di Seul un portavoce non identificato della Commissione nazionale di difesa ha fatto sapere che il Nord risponderebbe con un “colpo di forza fisica senza pietà”.

Il segretario Generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon ha espresso “grande preoccupazione” per l’ avvenimento. Ha inoltre affermato di aver apprezzato gli sforzi di Seul per fare luce sulla tragedia della corvetta, e ha parlato di accertamenti condotti “in modo obiettivo e scientifico sia da esperti sia nazionali sia internazionali”. Ha infine concluso che prometterà “di seguire gli sviluppi della vicenda da vicino”.

Gli Stati Uniti hanno condannato l’affondamento definendolo “un atto di aggressione” da parte della Corea del Nord.  La questione sarà al centro della missione diplomatica nella regione del Segretario di Stato Hillary Clinton che partirà in giornata da Washington e visiterà Tokyo, Shangai, Pechino e Seul.

Anche per Tokyo il gesto di Pyongyang “è imperdonabile” e il premier Yukio Hatoyama ha espresso “la più ferma condanna”. Da Pechino arriva, invece, un appello alla moderazione nei confronti di tutte le parti in causa.

Rosa Ricchiuti