Tra Berlusconi e Mubarak è intesa totale

Nuovi accordi commerciali e intese sul fronte della politica internazionale: l‘incontro che si è svolto ieri a palazzo Madama tra il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, e l’ospite egiziano, il presidente Hosni Mubarak, è avvenuto all’insegna della più totale sintonia. “Tutti riconoscono – ha iniziato il premier nel corso della conferenza stampa seguita al vertice bilaterale – il ruolo di Mubarak per il suo apporto di saggezza e di esperienza. Ha la stima di tutti i protagonisti della politica mediorientale e siamo tutti felici del suo ritorno in pena attività”. Il riferimento è a una recente malattia che ha costretto il presidente egiziano a un perdiodo di cautela, lontano dalla scena politica.

Un presentazione che ha preceduto l’illustrazione dei nuovi patti siglati dai due Stati: “Con questi accordi – ha detto Berlusconi- potremo aumentare la nostra collaborazione. L’Italia è già il primo partner commerciale dell’Egitto tra i Paesi europei. Interverremo ancora più attivamente nei trasporti, nell’energia, nelle poste e si prevede che tra poco – ha continuato il premier – ci sarà un accordo per i pagamenti attraverso le poste”.

E non è tutto perché il presidente del Consiglio ha anche annunciato l’imminente inaugurazione della prima linea marittima veloce Venezia- Alessandria, con un tempo di percorrenza inferiore a 70 ore e il progetto dell‘Università italiana d’Egitto: “20 km fuori del Cairo – ha precisato il Cavaliere – per la quale abbiamo individuato il terreno e adotteremo il ‘metodo Abruzzo’ per un’inaugurazione in tempo record”.

Tanto quanto basta per rinsaldare i già solidi rapporti di partnership tra i due Paesi. Ma la “vicinanza” tra Italia ed Egitto si individua anche sul piano della politica internazionale e si manifesta nella reciproca volontà di intervenire per risolvere le questioni più delicate: “Abbiamo parlato – ha riferito Berlusconi ai giornalisti – della situazione politica mediorientale, con particolare attenzione ai rapporti tra Israele e Palestina. Stiamo facendo tutti pressione su Israele e Palestina per arrivare a negoziati preliminari“.

Abbiamo offerto la sede di Erice, in Sicilia – ha continuato Berlusconi – abbiamo offerto di coprire tutte le spese per la permanenza dei negoziatori e un piano di sostegno all’economia della Cisgiordania, attraverso la costruzione di un aeroporto internazionale e la relizzazione di infrastrutture in quei luoghi. Non ci stanchiamo mai di sottoporre alle due parti queste nostre potenzialità. Ci rendiamo contro delle difficoltà – ha aggiunto il premier – e facciamo il tifo perché siano superate. La soluzione non può che essere quella dei due Stati. Da qui non si scappa”.

Una posizione condivisa anche dall’ospite Mubarak che ha però sottolineato la difficoltà di giungere a una risoluzione: “I negoziati indiretti tra israeliani e palestinesi – ha ricordato – sono stati approvati dai governi arabi e dagli Stati Uniti nella persona del presidente Obama, danno il loro sostegno perché si basino sulla questione dei confini e della sicurezza, ma Israele dice no“.

“L’Egitto e gli altri Paesi arabi – ha ripreso Mubarak – vogliono chiudere una questione che va avanti da sessant’anni. Lo Stato palestinese rischia di essere divorato e il terrorismo e l’insicurezza rischiano di diffondersi anche oltre la regione”.

L’ultima considerazione Berlusconi e Mubarak l’hanno destinata alla situazione iraniana. “L’Iran preoccupa tutti – ha scandito il presidente del Consiglio – e Italia ed Egitto si troveranno ad operare insieme nella comune volontà della pace. Abbiamo guardato con interesse all’accordo Iran-Turchia-Brasile. Ci domandiamo se sia una reale apertura di strada per mettere da parte le armi nucleari, e staremo attenti a che non si tratti di un trucco. Anche in questo caso – ha concluso Berlusconi – sono un ottimista; voglio pensare che sia una novità in positivo”.

Maria Saporito