Fumo al cinema: “pericoloso per bambini e ragazzi”

Hugh Grant con la sigaretta in mano in na scena de "Il diario di Bridget Jones"

Stando a quanto emerge da uno studio pubblicato sulla rivista inglese “Thorax”, al cinema compaiono spesso scene in cui il protagonista è proprio il fumo; il tabacco ormai non può mancare sul grande schermo.
Per analizzare la frequenza con cui al cinema si assiste a fotogrammi in cui a farla da padrone è proprio il fumo, i ricercatori britannici dell’università di Nottingham hanno preso in esame i titoli campioni di incassi al botteghino degli ultimi vent’anni e hanno analizzato le «cattive abitudini» mostrate nelle diverse scene.

I risultati sono piuttosto inquietanti: il fumo compare maggiormente in film inglesi e in ben 7 film su 10, oltre la metà dei quali ammessi ai minori di 15 anni e per il 92 per cento visibili agli under 18. I marchi sono palesi nel 9 per cento dei casi e i più ricorrenti sono Marlboro e Silk Cut.

Sulle pagine di “Thorax” è citato il famoso “Diario di Bridget Jones”, cult per quyelle donne sui trent’anni che sono convinte di essere zitelle e hanno preso la Jones a esempio. Ebbene, nel film ci sono almeno quindici scene in cui appare la sigaretta, per un totale di dodici marchi consegnati al grande schermo dalla macchina da presa.

Altro famoso film citato è “About a boy – Un ragazzo”, che parla di un ragazzo single. In questa pellicola  sono 12 i ciak in cui l’attore protagonista Hugh Grant recita con una sigaretta tra le dita, sempre di marca Silk Cut. Eppure il libro da cui il film è tratto non presenta il protagonista, Will, come un fumatore incallito. A tal proposito commenta Alisa Lyons, dell’Uk Centre for Tobacco Control Studies: “È evidente che i bambini e i giovani, guardando un film, siano ancora molto esposti a immagini frequenti e “brandizzate” di prodotti del tabacco. Cosa che può provocare effetti imitativi pericolosi”.

Angela Liuzzi