Nessma Tv: la rete di Berlusconi cacciata a calci da Algeri

C’era una volta Nessma Tv, il canale satellitare pensato da Berlusconi e l’amico tunisino Tarek Ben Ammar. Portabandiera di  “libertà e democrazia in tutto il Maghreb”, l’obbiettivo trasformare la platea del nord Africa “così come già fatto in Italia” con Mediset.

C’era una volta, non c’è più adesso. Il governo algerino avrebbe richiesto ufficialmente all’amministrazione locale di Nessma di lasciare il territorio nazionale entro due settimane, pena misure legali. Secondo quanto riportato da Ennahar, tra i quotidiani principali della capitale Algeri, l’ingiunzione sarebbe stata causata dalla presunta attività illegale dell’emittente, priva – sembrerebbe – delle concessioni statali e le autorizzazioni del caso.

Il direttore di rete, Nabil Karoui, sembrerebbe non passarsela tanto meglio: contro di lui sarebbero già stati avviati procedimenti giudiziari per violazione dei diritti d’autore, e per uso illegittimo di numeri telefonici per giochi a premi  da parte dell’azienda di comunicazioni nazionale Telecom Algeria. Ma non basta: la rete “berlusconiana” sarebbe inoltre accusata di tentata frode ai danni dello Stato per aver firmato un contratto con l’operatore di telefonia mobile egiziano Djezzy proprio durante la crisi diplomatica dello scorso novembre tra Algeria e Egitto.

Da parte della dirigenza Nessma, attualmente, massimo riserbo. E certo non aiuta a distendere il clima la forte tensione fra il gruppo televisivo e il governo di Algeri. Ben informati riportano di un’accesa querelle a Parigi, durante una Conferenza permanente dell’audiovisivo mediterraneo. E’ allora che Mustapha Bennabi, direttore della televisione pubblica algerina, è stato visto venire alle mani con Ben Ammar, l’amico e socio del premier italiano. Le urla, più d’ogni altra cosa, a spiegare la causa della tenzone. “Nessma è il canale più visto di tutta l’Ageria!”, “Bugiardo! In Algeria l’Auditel nemmeno esiste!”.

E ora? Quella che era stata definita “la tv del grande Maghreb”, per ambizioni e contenuti, potrebbe farsi persino largo in Italia: la presenza di ministri italiani – uno per tutti Frattini, introdotto da mandolini italiani negli studi dell’emittente panmaghrebina – non è mai stata negata. Tanto meno la virata nostalgica sui vizi e le virtù della penisola, sfociate volentieri in lacrimevoli video in ricordo del defunto Craxi.

Vincenzo Marino