Spagna: manovra da 15 miliardi per il Governo

Josè Luis Zapatero

Dopo i dati allarmanti della disoccupazione pari al 20% riscontrata il mese scorso e in continuo aumento, Josè Luis Zapatero, primo ministro spagnolo, sta ora affrontando la dura impresa di portare ad un abbassamento il deficit pubblico nel 2011.

Per porre rimedio all’incremento del deficit e assottigliarlo, Zapatero intende riformulare la proposta di austerity che la Spagna deve intraprendere.

Infatti ha oggi presentato un nuovo modello di legge che, come già detto, dovrebbe risanare il debito pubblico, attraverso tagli portati alla spesa pubblica che frutteranno nel 2010 e nel 2011 un ricavato pari a 15 miliardi di euro.

Nel 2009, registrazione effettuata a dicembre, il deficit era pari a 11,2% ed è stato richiesto al Governo spagnolo di ridurlo entro il 2011. Madrid ha quindi deciso, attraverso la nuova politica di austerity, di abbassare di 1,5% tale debito.

Tra i punti del documento che porteranno all’abbassamento, c’è un taglio del 5%, contato nella media, degli stipendi dei funzionari. Mentre nel 2011 inizieranno il congelamento delle pensioni attive.

Il ministro dell’Economia Elena Salgado, nonostante si pensa sia una cifra poco gestibile, intende portare entro il 2013 il deficit sotto il 3%; manovra già iniziata che ha già portato l’abbassamento delle previsioni di crescita economica da 1,8% a 1,3%, in modo da incrementare l’operato favorevole all’abbassamento deficitario.

Oltre a questo la Salgado ha presentato in Parlamento, notizia non esclusa da Zapatero, il progetto di una nuova tassa sui redditi più alti per non gravare la politica di austerity potenziale sul cittadino a reddito basso. Legge che per ora rimane comunque in stallo.

Un ultimo punto riguarda gli stipendi dei ministri che, come i funzionari, vedranno calare il loro patrimonio mensile, con un abbassamento percentuale pari al 15%.

Come da copione tutto ciò ha scatenato un clima rovente che probabilmente si scatenerà nei prossimi giorni.

Il leader della Commissione Obreras, Ignacio Fernandes Toxo, ha dichiarato che se tale politica di austerity non subirà dei mutamenti, sarà indetto un inevitabile sciopero nazionale.

Infatti i due principali sindacati spagnoli, Ugt e Ccoo, hanno già indetto un manifesto di sciopero con data 8 giugno nelle più importanti città della Spagna.

Il leader della coalizione Izquierda Unida, Cayo Lara, ha accusato il premier Zapatero di essere in combutta con la destra. Il punto di tale accusa, ovviamente, riguarda la tassa sui redditi alti che vedrebbe la tassazione a chi ha un reddito superiore al milione di euro.

Ora starà a Zapatero e al Governo, varare o no, nella sua completa descrizione, la politica di austerity che probabilmente farà scendere in piazza molta gente di ogni estrazione sociale, causando successivamente gravi disagi susseguenti agli scioperi indetti.

di Andrea Bandolin