Fini elogia il federalismo

ULTIMO AGGIORNAMENTO 6:52

Il federalismo è la migliore modalità per procedere alla revisione dell’ordinamento statuale, ma occorre respingere eventuali spinte separatiste o autonomiste”. Così il presidente della Camera, Gianfranco Fini, nel corso di una lectio magistralis tenuta ieri alla’Università di Firenze, ha firmato il suo personale contributo a favore della riforma federalista che, per la seconda carica dello Stato, deve essere sollecitata in modo positivo, senza incoraggiare insidiosi separatismi tra i territori.

“Non c’è alternativa al crescere insieme per il Nord e il Sud – ha continuato Fini – Il Parlamento saprà  farsi garante di questo. Il Parlamento è il luogo in cui l’unità dello Stato si realizza e dunque il confronto deve essere fatto non oscurando le differenze e marginalizzando i conflitti, ma sulla base di un’ampio confronto tra le diverse visioni che è il sale della democrazia”.

E per sottolineare l’importanza di procedere lungo il percorso riformista: “Non solo alcune riforme sono ineludibili – ha ripreso il cofondatore del Pdl – ma non si deve aver timore di avviare riforme dello Stato in senso federalista perché le istituzioni, dal basso, si avvicinano ai cittadini. La diffusione sul territorio di centri di responsabilità politica consente ai cittadini di avvicinarsi alle istituzioni, riducendo le distanze. Servono però misure idonee – ha ribadito il presidente di Montecitorio – per favorire il controllo da parte degli amministrati”.

Non solo, per il presidente della Camera è importante riconoscere una stretta connessione tra la spinta federalista e l’unità del Paese. “Unità e sistema delle autonomie – ha continuato Fini – non possono mai essere viste in contrapposizione, ma rappresentano i poli all’interno del quale si realizza il disegno pluralistico che era stato previsto sin dall’Assemblea costituente”.

“Unità e sistema delle autonomie – ha insistito – se ben bilanciate, salvaguardano le caratteristiche più autentiche e apprezzate dell’italianità, che nascono dalla ricchissima pluralità di identità, civiltà che caratterizzano i nostri territori. La pluralità di identità, se non scade in localismo miope e egoistico, rappresenta un patrimonio unico in Europa e probabilmente nel mondo. Questa pluralità di identità – ha concluso il presidente della Camera – non può essere considerata un fattore negativo, ma un fattore di arricchimento che fa dell’italianità un patrimonio inimitabile: è il nostro miglior marchio“.

Maria Saporito

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