Irene Grandi all’Auditorium di Roma

Avere 40 anni e non sentirli. Essere sempre pronti a rimettersi in gioco, a rischiare tutto, nonostante un passato costellato di successi che ti potrebbe anche permettere di goderti il meritato riposo. E’ il caso di Irene Grandi: la cantautrice fiorentina, dopo tanti anni di assenza e di (quasi) silenzio, è tornata agli inizi del 2010 carica di grinta e pronta per una nuova sfida. Prima la partecipazione al Festival della canzone di Sanremo poi l’uscita del suo undicesimo album di inediti ed ora un tour che la porterà nei teatri più famosi d’Italia.

Dicevamo tanti anni di quasi-assenza nel senso che l’ultimo album risale a ben cinque anni fa (Indelebile del 2005) ma nel frattempo la cantante ha pubblicato nel 2007 “irenegrandi.hits”, molto più di una raccolta, un doppio album con nuovi brani, cover, collaborazioni e riletture acustiche e nel 2008 “Canzoni di Natale”, primo disco di una cantante italiana che si inserisce nella tradizione internazionale dei dischi natalizi.

Ora è uscito invece “Alle porte del sogno”, scritto con la collaborazione di Gaetano Curreri, Francesco Bianconi e Alfredo Vestrini. Irene in questo album affronta con l’entusiasmo, l’ottimismo e la solarità che la contraddistinguono i temi del confronto pieno e totale con le proprie emozioni e della ricerca dell’armonia con se stessi e con ciò che ci circonda. Il primo singolo estratto, La cometa di Halley, è stato presentato appunto a Sanremo ed è approdato alla serata della finalissima.

Ora è in giro per l’Italia, teatro dopo teatro, per far scatenare migliaia di fan: lunedì 24 maggio Irene sarà attesa dal grande pubblico romano all’Auditorium Parco della Musica. Ma il tour è iniziato già da quasi venti giorni. L’ 8 maggio infatti l’artista si è esibita a Morbegno per la “Data zero del tour teatrale Alle porte del sogno”. A seguire le maggiori città italiane: Firenze, Genova, Torino, Milano, Napoli ed ora Roma. Ma non è finita, si andrà avanti fino al 2 giugno passando per Bari, Bologna, Padova, Trieste e Piacenza.

di Roberto D’Amico