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Trasporto di animali, Commissione UE: controlli più severi

“Un piano straordinario di controlli negli allevamenti e nei macelli, per una verifica del benessere degli animali e non soltanto degli aspetti legati alle malattie infettive o ai residui negli alimenti, applicando le sanzioni amministrative e penali che oggi esistono ma che sono ampiamente disapplicate”. Questo è l’accorato appello della Lav, la Lega anti vivisezione, e degli Animals’ Angels. Il destinatario? Chi se non il Ministero della Salute e i Servizi veterinari delle Regioni. Motivo della richiesta è la nota che la Commissione Europea ha recentemente rivolto a tutti gli Stati Membri sul problema del trasporto di animali non idonei verso il macello.

Mucche lattifere, scrofe, galline ovaiole e cavalli sarebbero gli animali maggiormente a rischio e proprio per questo l’UE chiede che vengano eseguiti maggiori controlli e soprattutto che venga realmente sanzionato chi commette questo genere di infrazioni. Un esempio di questa negligenza e di come troppo spesso si “chiude un occhio” se un animale muore durante il trasporto al macello, viene fornito dalla regione Lombardia: secondo i dati ufficiali del Servizio Veterinario della Regione, nel 2008 sono morti durante il trasporto ben 1.994 bovini, ma a fronte di così tanti morti sono state complessivamente erogate soltanto 43 sanzioni amministrative e non per queste specifiche infrazioni bensì per tutti i controlli sul trasporto effettuati nella Regione.

Fin dal 2006 abbiamo denunciato la gravità del fenomeno del trasporto di animali non idonei e i gravi maltrattamenti che vengono inflitti agli animali per essere portati al macello, giunti alla fine di un ciclo di allevamento intensivo non sostenibile per le loro caratteristiche etologiche – dichiara Roberto Bennati, vicepresidente della Lav, che aggiunge – La Nota della Commissione Europea conferma quanto sia importante e necessario porre in essere politiche di maggiore controllo del benessere degli animali sia durante il trasporto che in allevamento; la filiera zootecnica percepisce decine di milioni di euro di contributi per il rispetto delle norme sul benessere che invece sono ampiamente violate e disattese, determinando oltre a gravi sofferenze agli animali anche la violazione delle norme sulla condizionalità”.

“L’ufficio veterinario europeo (FVO) con diverse missioni in Italia ha più volte richiamato l’Italia ad una politica di maggiore rigore nella qualità e nella quantità dei controlli veterinari in materia di benessere e questa nuova richiesta di Bruxelles conferma quanto il problema di modalità di trasporto non in linea con il benessere degli animali sia presente nella filiera zootecnica e purtroppo venga contestato solo in parte dai veterinari di sanità pubblica, è invece il commento di Christine Hafner, responsabile per l’Italia di Animals’ Angels.

 di Roberto D’Amico