Berlusconi: Veronica è una donna che sa risparmiare

ULTIMO AGGIORNAMENTO 7:11

Nel suo nuovo libro, “Nel segno del Cavaliere”, in uscita il prossimo 28 maggio, Bruno Vespa ha voluto fermare un ritratto a tutto tondo del presidente del Consiglio, senza rinunciare a suggestive “incursioni” nella sfera più intima. Ne è scaturita una cronaca esaustiva e a tratti informale che ha permesso al padrone di casa di “Porta a Porta” di consegnare alle stampe un testo “appetitoso”, in grado di svelare retroscena succosi e per nulla convenzionali. Episodi di vita privata, raccontati attraverso le confessioni dello stesso protagonista, disposto a ripercorrere alcuni passaggi della sua esperienza (pubblica e privata) senza reticenza alcuna. A partire dal cancro alla prostrata che nel 1997 lo costrinse a subire un intervento.

“Ho sempre avuto una grande fiducia in me stesso – ha rivelato il Cavaliere al giornalista di Rai1 – E poi sa cosa le dico? Non sono nemmeno sicuro che quella operazione fosse necessaria. Sulla base dell’esperienza mi permetto di suggerire a tutti di farsi visitare da tre specialisti diversi prima di rassegnarsi a un intervento chirurgico”.

Per proseguire con la cronaca del divorzio con Veronica Lario, la donna alla quale Silvio Berlusconi è stato legato per lunga parte della sua vita: “E’ un  divorzio che mi rattrista molto – ha raccontato il premier – ma Veronica è una donna che sa risparmiare e tutto il suo patrimonio (100 milioni di euro, ndr) sarà destinato ai nostri figli”. Nel libro di Bruno Vespa, il presidente del Consiglio fornisce anche altri dettagli relativi agli accordi raggiunti con la Lario, parlando di un’intesa che prevede per l’ex moglie un appannaggio annuo di 300mila euro al mese, praticamente il 90% in meno rispetto a quanto era stato inizialmente richiesto dall’ avvocato dell’ex signora Berlusconi (43 milioni l’anno). Ma non è tutto perché a Veronica resterà anche la villa di Macherio, alla cui costosissima manutenzione (venti persone, comprese quelle addette alla sicurezza) continuerà a provvedere il Cavaliere.

Dagli affari privati a quelli pubblici: con un rimando esplicito al conflitto di interessi costantemente contestato al premier, che invece si difende: “Premesso che in Italia ho creato io la televisione commerciale e che la legge Mammì è del 1990, vuole spiegarmi – chiede il premier all’autore di “Nel segno del Cavaliere” – che cosa avrei fatto io da presidente del Consiglio per favorire il mio gruppo? E pure la legge Gasparri – ha aggiunto – al contrario di quanto si pensa, ha aperto in esclusiva il cielo italiano a Rupert Murdoch che, grazie a quella legge, con le decine e decine di suoi canali è monopolista del satellite ed è ormai il concorrente più forte e temibile di Rai e di Mediaset”.  Ipse dixit. Et Vespa scripsit!

Maria Saporito