Economia, arriva la manovra. Montezemolo: “Crisi sottovalutata”

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Il D-Day per la manovra. Tutto in 24 ore per decidere sul futuro economico di Italia e italiani. In giornata summit con le parti sociali e amministratori locali, poi Consiglio dei Ministri nel tardo pomeriggio. Parole d’ordine dalla scuderia: niente tasse aggiuntive, pensioni intoccabili, zero condoni. E la curiosità di molti è apprendere di cosa si componga, allora, questa attesissima manovra finanziaria.
Ancora massimo riserbo, in queste ore. Annunci e smentite, tagli di prospettive, tagli e basta. Riduzioni e sprechi. Ci vorrà la sera per conoscere, nero su bianco, il futuro finanziario del biennio 2010-2011, e il metodo col quale il governo vorrebbe combattere la crisi. Quel metodo che Tremonti diceva d’aver sognato in una notte di luglio del 2008, prima della crisi mondiale. Ma che invero è stato mantenuto nella dimensione onirica del ministro per quasi due anni, mentre l’Europa e il mondo intero si dotavano di carte e forbici per risanare i buchi della bolla speculativa.
Bonaiuti, a sorpesa – è un vecchio vizio del premier, sanare – nega l’approdo all’ultima spiaggia dei condoni. “Non ci sarà nessun condono edilizio, non si metteranno le mani nelle tasche degli italiani, non ci saranno quindi nuove tasse”, “l’entità delle pensioni non si tocca”.
Dunque, nessun salasso. Malgrado Letta parli di sacrifici – solo ieri, ambasciatore di cattive notizie. E i 24 miliardi? “Bisogna mettere a catasto circa due milioni di unità immobiliari e questo sarà fatto”. Ai ministeri “sarà indicata una percentuale da tagliare, ma sarà il ministro competente a decidere come effettuare i tagli”. Certo, sulle pensioni “ci potrà essere un aggiustamento sulle finestre”, anzi “si pensa di andare verso una o due finestre”. Solo ipotesi sui tagli ai manager dell’amministrazione pubblica, sebbene – precisa Bonaiuti – “in un periodo di riduzione generale delle spese è giusto che chi guadagna di più dia il suo contributo”.
“La manovra di oggi, dolorosa, necessaria e urgente dimostra che la crisi c’è”. Luca Cordero di Montezemolo, ex presidente Confindustria e Fiat. Osservatore particolare, tramite la fondazione Italia Futura. La sua idea di manovra è chiara: “difendere l’Italia” da una crisi “sottovalutata”, con tutto il sostegno – tuttavia – ” per trovare misure necessarie e urgenti, che auspico più coraggiose possibili”, all’esecutivo. Meno alla politica in generale.
“Non ci voleva la Grecia – precisa infatti – per vedere che abbiamo costi della politica a 200 milioni di euro l’anno contro i 70 della Francia. La politica è la prima azienda, ci sono tagli da fare sia a livello locale sia centrale, inclusi i cda che sono la miglior collocazione per i politici trombati”.

Vincenzo Marino

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