Elisabetta Gregoraci è sotto shock: “Non riesco più ad allattare”

La vicenda è circolata velocemente, riempiendo portali e blog online e presidiando i maggiori telegiornali; un’ accusa-scandalo che ha coinvolto in pieno la famiglia Briatore, composta dall’ ex manager di Formula Uno a capo della Renault Flavio Briatore, sua moglie Elisabetta Gregoraci ed il piccolo Nathan Falco, concepito da poco dalla coppia che in queste ore si trova a Forte dei Marmi, in attesa di evoluzioni e speranzosa che la storia abbia un lieto e repentino fine.

Tutto è iniziato dopo la grave accusa di contrabbando mossa ai danni di Flavio Briatore e perpetrata ai danni della società di charter delle Isole Vergini con sede in Italia, che avrebbe dovuto affittare il gigantesco yacht all’ imprenditore.

In realtà, il Force Blue, questo il nome della lussuosa imbarcazione, dotata di ogni possibile comfort, tra cui ricordiamo una sala per parrucchieri, vasche idromassaggio a gogò e addirittura una modernissima sala cinema, non era stato affittato da Briatore, come ufficialmente si voleva far credere, ma l’ imprenditore cuneese ne avrebbe avuto per molti anni il pieno possesso, con tanti privilegi come si legge in una nota ufficiale diramata subito dopo il sequestro del mega yacht:

“Un indebito risparmio di oltre 800mila euro sui 700mila litri di gasolio consumati in un paio di anni”.

Insomma, una losca parentesi che di fatto infanga la rosea e armoniosa atmosfera che si era venuta a creare in casa Briatore, dopo l’ attesa nascita del primo figlio, Nathan Falco.

“Quello che è successo è successo e basta. Vediamo come si evolverà il processo. Chi ha sbagliato pagherà” – ha dichiarato Briatore al “Corriere della Sera”, quasi certo che la questione sarà chiarita senza ulteriori inghippi di sorta.

Racconta la sua terribile esperienza, invece Elisabetta Gregoraci che denuncia l’ assenza di qualsiasi forma di rispetto e discrezione, riferendosi alle modalità secondo le quali lei e il suo bambino, presenti sull’ imbarcazione al momento del blitz, sono stati prelevati quasi di forza e senza nessuna possibilità di replica:

“Un’ esperienza terribile. Lo yacht circondato dai gommoni a sirene spianate. Mi sono messa a piangere, che altro potevo fare? Ho preso al volo due cose per Falco Nathan e sono scesa giù come mi chiedevano di fare. Ho dovuto lasciare la culla, il fasciatoio, le medicine, i prodotti speciali per la pulizia del piccolo. Tutto, insomma. Questa era diventata la sua casa in attesa che finissero la nostra nuova abitazione a Montecarlo, questione di giorni. È stato un trauma per me e per il bambino. Ho perso il mio latte, ecco cosa è successo. E mio figlio si è dovuto abituare in fretta e furia a quello artificiale, il pediatra me ne ha suggerito uno molto buono, pare il migliore, però nessun latte artificiale sarà mai come quello della mamma”.

L’ ex show girl calabrese si lamenta sopratutto di come sono stati trattati, senza alcun riguardo e alla stregua di veri e propri criminali: “Mica stavamo scappando. Lo yacht era già diretto verso il porto. Non potevano lasciarmi due giorni di tempo per portare fuori tutte le nostre cose? E poi, francamente, tutta la vicenda mi è sembrata uno spot televisivo. Poco dopo l’operazione le immagini giravano in tivù. Dov’è finita la privacy?”.