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Spagna: nuova stretta del Governo sui redditi più elevati

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Il Primo Ministro spagnolo, José Luís Zapatero

Non accenna a placarsi la stretta che il Governo spagnolo sta effettuando per porre riparo alla Crisi. L’ultima manovra annunciata è una tassa sui redditi più elevati: “Chiederemo – ha annunciato Zapatero davanti al Parlamento – uno sforzo maggiore ai cittadini con redditi più elevati nel nostro Paese”. Secondo alcuni analisti economici la manovra riguarderà molto probabilmente i redditi superiori a un miliore di euro l’anno.

La manovra, che verrà definita e ufficializzata nelle prossime settimane, si inserisce nel pacchetto di austerità che il Governo è stato costretto a varare in seguito alle pressioni di Obama e dell’Unione Europea. Tagli che dovrebbero ridurre di ben 15 miliardi di euro il deficit pubblico del paese iberico.

Si tratta di un pacchetto decisamente sostanzioso, che ha diversi punti nodali: in primis oltre 6 miliardi di tagli agli investimenti pubblici quest’anno e il prossimo, oltre  alla soppressione del contributo ai nuovi nati di 2.500 euro a famiglia, alla riduzione di 13.000 posti di lavoro nel pubblico quest’anno e una riduzione media delle retribuzioni statali del 5% nel 2010, seguita da un congelamento nel 2011. Ora, oltre a tutto questo, si aggiungerà dunque un aumento della pressione fiscale sui redditi alti.

Ovviamente le reazioni non si sono fatte attendere: i sindacati hanno minacciato scioperi a catena, mentre l’opposizione governativa – rappresentata dal Partito Popolare – ha alzato la voce chiedendo le dimissioni di Zapatero. Il capogruppo al Senato dei Popolari, Pio Garcia Escudero, ha chiesto le elezioni anticipate sostenendo che la legislatura è finita, accusando poi il capo del governo di demagogia. Sempre in Senato l’opposizione ha violentemente protestato per i tagli del 5% ai salari del pubblico impiego, definiti – come prevedibile – un “furto” dai dipendenti della camera alta.

Il Primo Ministro spagnolo, però, sta dando se non altro prova di grande coraggio. Non solo si sta arrischiando in una manovra ampiamente impopolare per risistemare i conti pubblici, ma lo sta facendo con piena coerenza, decurtando di oltre 1000 euro mensili il proprio stipendio. Stipendio comunque già di per sé non particolarmente alto: si parla di circa 7000 euro mensili. “Poco”, se paragonato agli stratosferici standard italiani.

Roberto Del Bove