Caso Claps: l’arresto di Restivo è finalmente il primo tassello?

Salerno, 28 maggio. Da 17 anni, buio totale sulla vicenda della triste scomparsa della giovanissima Elisa Claps. La magistratura salernitana ha oggi disposto l’arresto di Danilo Restivo, condannato ufficialmente per l’omicidio di Elisa, scomparsa fin dal 12 settembre 1993, all’età di 16 anni. La svolta decisiva che ha portato i giudici alla decisione di prendere questo provvedimento  è stata, come è ormai macabramente noto, la circostanza del ritrovamento del tutto inatteso del cadavere della ragazza, poco più di due mesi fa, nel sottotetto della chiesa della Santissima Trinità, a Potenza, edificio in cui era stata vista per l’ultima volta.

Aveva dall’inizio dichiarato, Restivo, di aver visto Elisa per ultimo fra tutte le persone che la ragazza conosceva, e proprio all’interno della chiesa dove quest’anno è stata ritrovata dal personale al lavoro in occasione di alcune ristrutturazioni casuali. Eppure, la famiglia aveva da sempre chiesto alle autorità di esaminare la chiesa, ed aveva dal principio indicato in Restivo il più probabile colpevole, se non addirittura quello certo, a detta del fratello di Elisa, Gildo. “E’ da 17 anni che lo elemosiniamo, questo provvedimento”, dichiara infatti con risentita amarezza.

Anche l’avvocato Giuliana Scarpetta, che rappresenta  la famiglia Claps, pur dichiarandosi piuttosto sicura già da tempo del fatto che la decisione finale sarebbe stata presa in tal senso, si dice al tempo stesso interdetta, se non indignata, del fatto che la giustizia abbia prolungato l’attesa dei familiari per ben 17 anni.

Ma ora dunque, giustizia è fatta? Ovviamente no, dal momento che ancora troppi tasselli mancano alla ricostruzione della poco felice vicenda. Cosa davvero sia successo, siamo lontani ancora perfino dall’immaginarlo, a quanto pare. Se di recente il questore di Potenza ha ammesso qualche “leggerezza” della polizia italiana in questa vicenda, e la collaborazione con la polizia britannica sembra comunque non aver portato a migliori risultati, le recriminazioni non servono, in ogni caso, a ricostruire i fatti che necessitano di venire a galla.

L’augurio espresso dunque, con un filo di ritrovata speranza, dal fratello di Elisa, è stato, alla notizia del provvedimento che ha stabilito l’arresto, che questo possa rappresentare “un primo tassello per la scoperta della verità”. Ed in fondo, per questa lunga storia sarebbe ormai tempo di chiarimenti, da ricercarsi, dopo “gli errori” ammessi dalle autorità preposte, con ogni attuale possibile mezzo, se non è chieder troppo.

Danilo Restivo si trova attualmente già in stato di arresto in Inghilterra, dove da poco c’è stata l’udienza preliminare del processo per l’altro omicidio di cui è imputato, quello della sua vicina di casa Heather Barnett, sarta che è stata ritrovata massacrata nel bagno della sua casa con metodi fantasiosi usati da mente psichicamente turbata. Anche per questa così particolare morte (con tanto di seni asportati, ed altri ancor più contorti giochi praticati sulla persona, e poi sul cadavere), Restivo si dichiara tuttora innocente.

Staremo a vedere se davvero si tratta di uno spiraglio di luce, nel caso della nuova decisione presa oggi dal tribunale di Salerno, e se altri tasselli si aggiungeranno, finalmente, al quadro per ora così astratto che è ancora l’unico che abbiamo potuto farci della scomparsa di Elisa.

Sandra Korshenrich