Frattini vs Amnesty: lotta sul fronte dei diritti umani

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:09

E’ una guerra a distanza quella che si sta consumando tra il ministro degli Esteri, Franco Frattini, e l’organizzazione per i diritti umani, Amnesty International. In visita ufficiale in Venezuela, il responsabile della Farnesina ha  infatti espresso tutto il suo risentimento per il Rapporto annuale diffuso ieri dalla ong, che ha sparato a zero sul Bel Paese, fotografando una situazione fortemente compromessa sul piano dei diritti umani.

“E’ un rapporto indegno che respingo al mittente – ha tuonato ieri il ministro da Caracas – L’Italia  è certamente il Paese europeo che ha salvato più persone in mare. Amnesty ha sempre fatto la sua parte, ma i nostri dati sono molto chiari”.

A provocare la rabbia del ministro Frattini la denuncia dell’organizzazione internazionale che nel rapporto ufficializzato ieri ha scritto a proposito del nostro Paese: “Per tutto l’anno sono proseguiti sgomberi forzati illegali delle comunità rom. Gli sforzi da parte delle autorità per controllare l’immigrazione hanno messo a repentaglio i diritti di migranti e richiedenti asilo“.

“L’Italia – si legge ancora nel documento – ha continuato a espellere persone verso luoghi in cui erano a rischio di violazioni dei diritti umani. Funzionari statunitensi e italiani sono stati condannati per il ruolo svolto nel programma di rendition (trasferimenti illegali tra Paesi di persone sospettate di terrorismo) guidato dagli Usa. Sono stati segnalati decessi in stato di detenzione e sono pervenute ulteriori denunce di tortura e altri maltrattamenti da parte delle forze di polizia”.

Un’istantanea impietosa, che zooma su particolari imbarazzanti. “A gennaio – si legge sul report di Amnesty – il Gruppo di lavoro delle Nazioni Unite sulla detenzione arbitraria ha criticato l’Italia per la prassi di detenere sistematicamente migranti e richiedenti asilo, minori inclusi, senza considerare caso per caso se la detenzione sia necessaria e spesso senza basi legali. Ai richiedenti asilo è stato vietato di lasciare i centri di accoglienza in cui erano detenuti, fino a che non avessero ricevuto la conferma ufficiale della presentazione della domanda di asilo; il completamento delle formalità di registrazione – continua il rapporto – ha richiesto fino a un mese di tempo. È proseguita la pratica delle espulsioni forzate senza tener conto delle esigenze di protezione individuale e delle circostanze”.

Non solo, nel “mirino” dell’organizzazione che vigila sul rispetto dei diritti umani c’è anche il nuovo “pacchetto sicurezza” varato dal governo. “È stata espressa la preoccupazione – si legge ancora nel documento – che la nuova legge possa dissuadere gli immigrati irregolari dall’accedere a istruzione, cure mediche e protezione dagli abusi delle forze di polizia, per timore di essere denunciati, e in particolare in considerazione delle norme del codice penale che obbligano gli impiegati statali (come ad esempio insegnanti o pubblici ufficiali o incaricati di pubblico servizio delle amministrazioni locali, inclusi gli incaricati al rilascio delle carte d’identità) a segnalare ogni atto di rilevanza penale alla polizia o alle autorità giudiziarie”.

Ma il passaggio che avrebbe fatto arrabbiare il ministro degli Esteri sarebbe quello relativo agli “Obblighi internazionali verso rifugiati e migranti”. “Il 6 maggio 2009 – hanno denunciato gli osservatori internazionali – tre imbarcazioni con circa 227 persone a bordo hanno inviato una richiesta di soccorso, mentre passavano pressappoco a 50 miglia a sud di Lampedusa. L’operazione di salvataggio è stata ritardata da una controversia tra Malta e l’Italia su chi avesse la responsabilità di occuparsi delle imbarcazioni. Alla ?ne, le persone sono state tratte in salvo da due navi della guardia costiera italiana, che le hanno condotte a Tripoli senza fermarsi in un porto italiano per valutare le loro necessità di asilo e protezione internazionale”.

“I governi italiano e maltese, in disaccordo sui rispettivi obblighi di condurre operazioni di salvataggio in mare – ha concluso il report – hanno lasciato i migranti per giorni senza acqua e cibo, ponendo a grave rischio le loro vite”.

Maria Saporito

Iscriviti al canale Telegram di NewNotizie per non perdere nessun aggiornamento: CLICCA QUI!