Indagato per stalking investigatore del caso D’Addario

Il tenente colonnello della Guardia di Finanza Salvatore Paglino – che ha coordinato le indagini delle procure di Trani e Bari, in cui risulta coinvolto anche il premier Berlusconi – sarebbe indagato per stalking. A dare la notizia “Il Giornale” che ha ieri rivelato che il nome dell’investigatore è contenuto in un fascicolo penale della procura di Bari sulle “fughe di notizie” nell’ambito delle diverse indagini pugliesi di cui Paglino si è occupato.

Più precisamente, al colonnello della Guardia di Finanza verrebbe contestato il reato di stalking, commesso ai danni di alcune ragazze ascoltate come informate sui fatti sul famoso caso di Patrizia D’Addario nell’ambito dell’inchiesta condotta dalla procura di Bari. Paglino avrebbe ripetutamente contattato alcune di esse, manifestando un “interesse” eccessivo nei loro confronti.

Mi tempestava di messaggini, mi chiamava – ha raccontato a “Il Giornale, Terry De Nicolò, una delle ragazze interpellate dagli investigatori sul Patrizia-gate – Un’infinità, centinaia di sms, molti dei quali conservo ancora, piovuti a tutte le ore, fino a trenta telefonate al giorno. E se non rispondevo, lui continuava, insisteva, non mollava mai. Cominciava in tarda mattinata e andava avanti per ore, anche fino a notte, qualche volta”.

Un’insistenza, quella del tenente colonnello Paglino, che ha destato non pochi sospetti. L’investigatore – che è stato trasferito, su sua richiesta, in una città del Nord-est – si era occupato anche della indagini condotte dalla Procura di Trani in cui il presidente del Consiglio risulta indagato per concussione e minacce a corpo amministrativo dello Stato esercitate sul commissario dell’Agcom, Giancarlo Innocenzi, “sollecitato” a far chiudere il programma condotto da Michele Santoro.

Nell’inchiesta di Bari Berlusconi non risulta invece indagato poiché il giro di escort gestito dall’imprenditore Giampiero Tarantini per conquistarsi le simpatie del premier avveniva – secondo quanto confermato dallo stesso Tarantini – all’insaputa del Cavaliere. Come a dire che il presidente del Consiglio era solito aprire le porte delle sue residenze private ad avvenenti signorine, delle quali sconosceva la reale professione.

“Quello che emergerebbe, più che un complotto in senso stretto – si leggeva ieri sulle colonne de “Il Giornale” in riferimento alle indagini su Paglino – sarebbe una rete di interessi giudiziari e mediatici tesi ad orientare politicamente alcuni frangenti delle inchieste sulla sanità pugliese”. Raggiunto dai cronisti del quotidiano, lo stesso tenente colonnello avrebbe sottolinenato la sua incredulità sulle accuse ipotizzate contro di lui: “Io non ne so niente – ha tagliato corto – non sto più nemmeno a Bari, non so dire niente”.

Maria Saporito