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Malawi: presidente toglie condanna a coppia gay, ma non approva l’omosessualità

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L'omosessualità in Africa è bandita nell'80% degli Stati

Il presidente del Malawi, Bingu wa Mutharika, ha deciso di graziare la coppia gay che era stata condannata a 14 anni di carcere appena 10 giorni fa. I due giovani omosessuali, giudicati colpevoli di aver “violato l’ordine naturale”, sono stati scagionati grazie alle pressioni mosse da Ban Ki-Moon, segretario generale dell’Onu, il quale chiedeva strenuamente il rispetto dei diritti umani.

Il Malawi è un paese fortemente conservatore, dove la maggioranza della popolazione professa la religione cristiana, il quale vieta apertamente l’omosessualità e qualsiasi comportamento “contro natura”, portando la discriminazione a livelli nazionali. L’apertura verso la richiesta delle Nazioni Unite è quindi un gesto che può essere giudicato come ‘eclatante’ per gli abitanti del piccolo Paese dell’Africa Orientale, ma generalmente esso costituisce la prerogativa necessaria per il  giusto rispetto delle libertà più essenziali.

Tuttavia, non cambia l’avversione del presidente africano contro l’omosessualità. L’ho fatto per motivi umanitari – ha puntualizzato Bingu wa Mutharika – ma questo non significa che io approvi questi fatti. Questi ragazzi hanno commesso un crimine contro la nostra cultura, la nostra religione, le nostre leggi. Ciononostante, in qualità di capo dello Stato, li perdono e chiedo il loro immediato rilascio senza condizioni”.

Parole forti che lasciano perplessità sulla legittimità e sulla natura del crimine commesso dai ragazzi omosessuali. L’intervento presidenziale forse spingerà la comunità omosessuale del Malawi a muovere timide proteste per tentare di uscire dal segreto e sfuggire all’ingiusta legge che, impedendo la libera espressione del proprio orientamento sessuale nel loro Paese, condiziona la loro vita.

Nel continente africano, il Malawi non è l’unico stato ad avere bandito l’omosessualità dalla sfera pubblica. Infatti, l’amore gay è illegale in 37 Paesi africani su 53. L’Uganda inoltre sta considerando la possibilità di un inasprimento di condanna per questo reato, il quale dovrebbe contemplare anche l’ergastolo e la pena di morte in caso di recidività. Il Sudafrica è invece l’unico paese che riconosce e difende apertamente i diritti dei gay, sebbene la società sia omofoba e le violenze contro gli omosessuali siano all’ordine del giorno. Un odio profondo, che spesso viene collegato all’elevata trasmissibilità del virus HIV, convogliando milioni di persone contro la legalizzazione di questo atto libero e personale.

Emanuele Ballacci