Stephen Griffiths il cannibale con la balestra

Stephen Griffiths "Il cannibale con la balestra"

Negli anni ’70, la contea dello Yorkshire, a nord dell’Inghilterra, è diventata famosa per i massacri perpetrati dallo “Squartatore dello Yorkshire”, Peter Sutcliffe, serial killer che uccise barbaramente 13 donne.

Oggi, tra il 2009 e il 2010, un altro serial killer è balzato alla cronaca per aver ucciso tre donne, tre lucciole sempre nello Yorkshire.

Il cannibale con la balestra, così viene chiamato dai giornalisti il 40enne Stephen Griffiths, è stato ieri processato in Tribunale per i crimini affibbiatigli.

La cosa che ha lasciato sbigottiti gli addetti al settore e i giudici del Tribunale, non è tanto gli omicidi commessi e il modus operandi dell’assassino, ma la freddezza e l’ironia con cui ha risposto alle domande in aula.

Innanzitutto ha rivendicato con orgoglio e passione i tre omicidi commessi e successivamente ha ripetutamente scherzato sulla sua condizione.

Susan Rushworth, 43 anni e Shelley Armitage 31, sarebbero due delle prostitute uccise e massacrate da Griffiths, ma pare che sia proprio la terza ad incastrare il serial killer.

Un videocircuito mostrerebbe un uomo e una donna entrare in un palazzo in una zona a luci rosse a Bradford; successivamente si vede la donna scappare dall’uomo che la butta a terra e tirata fuori la balestra le spara un colpo in piena fronte.

Il corpo, trascinato via dalla visuale del videocircuito, è riapparso si pensa subito dopo dentro un sacco nero. L’uomo è stato poi riconosciuto dal portiere del palazzo in questione, mentre la donna, Suzanne Blamires 36 anni, fatta a pezzi, è stata ritrovata sulle sponde del fiume Aire.

Susan e Shelley, spiegato in aula, non sono mai state ritrovate e la sfacciataggine con cui Grffiths ha scherzato sulla sua colpevolezza ha indispettito non poco i familiari delle vittime presenti.

Mani congiunte e testa china per tutto il processo tranne per dire il suo nome, ha gelato l’aula rispondendo alla richiesta di rivelare il suo indirizzo “Ehm….abito qui, suppongo”.

James Goss, giudice che presenziava al processo, ha aggiornato la seduta al 7 giugno, giornata in cui Griffiths parlerà dalla prigione in videoconferenza, per deporre nuovamente a suo sfavore.

di Andrea Bandolin